custom logo
L’ultima Ferrari del perfido ColaLeo Turrini - 22 febbraio 2022
Quando prima di Natale ho saputo che Luca Colajanni, il perfido Cola!, si apprestava a lasciare la Ferrari, beh, ho immaginato che non tutti si sarebbero strappati i capelli, a Maranello. E infatti. C’è anche chi ha brindato. Ci sono dinamiche che appartengono a tutte le aziende. E non sarò certo io a giudicarle, queste […]

Quando prima di Natale ho saputo che Luca Colajanni, il perfido Cola!, si apprestava a lasciare la Ferrari, beh, ho immaginato che non tutti si sarebbero strappati i capelli, a Maranello.
E infatti. C’è anche chi ha brindato.
Ci sono dinamiche che appartengono a tutte le aziende. E non sarò certo io a giudicarle, queste dinamiche.
Mi preme invece dire una cosa, salutando un amico che ha avuto un ruolo non indifferente nella storia recente della Rossa.
Intendiamoci.
Un addetto alle comunicazioni non ti fa vincere i Gran Premi. Non è un team principal. Non è un ingegnere. Non è un pilota.
Ma, come ci ha insegnato l’esempio di Franco Gozzi, chi si è occupato per tanti anni della immagine Ferrari non può essere considerato un estraneo. Ne’ liquidato con una scrollata di spalle. E dopo mio zio Gozzi il Luca Bugia è stato il più longevo nel ruolo, tra andata e ritorno.
A me il Cola, dico professionalmente!, ne ha fatte tutte di colori. E io non gliene ho fatta passare una, a scanso di equivoci. Ma stava compiendo il mestiere suo: credeva di difendere, dal suo punto di vista, l’interesse della azienda che ha amato tantissimo, in maniera viscerale.
Questo ci tengo a precisarlo. Il perfido Cola è ferrarista dentro. Aveva sofferto quando era stato costretto ad allontanarsi da Maranello. Per questo quando gli chiesero  di tornare, nel 2020, ha accettato.
Sbagliando.
Sbagliando, perché il Cola è figlio di un’altra Ferrari. Non sto dicendo peggiore o migliore, non mi riferisco ai risultati, che purtroppo sono eloquenti. Dico che è una Ferrari diversa, distante da quella che Luca aveva vissuto. E credo se ne sia reso conto, scegliendo di staccare la spina.
Luca Colajanni, a sua insaputa, nella realtà è come la Jessica Rabbit di Zemeckis. Non è cattivo dentro: ha voluto essere…disegnato in un certo modo e infatti ha collezionato una quantità industriale di antipatie. Peraltro da lui ferocemente ricambiate: è un tipo ostinato, ruvido, ispido, incazzoso, tremendamente incazzoso.
Ma che ci posso fare?
Gli voglio bene, per un vissuto comune che nessuno ci potrà togliere. Da Suzuka ad Interlagos, passando anche per un ristorante di Madrid.
Quella che da domani gira con gli avversari a Barcellona possiamo considerarla la sua ultima Ferrari.
Luca Bugia Colajanni tiferà con noi, non ho dubbi.
Ps. Dopo di che, visto il nuovo ruolo del perfido in federtennis, ecco, tanti cari auguri a Sinner e Berrettini.