Anche no, per carità.
Però.
Mi chiama un amico caro, old generation, e fa:
“Beh, non hai l’impressione che Carletto, magari alla lontana, somigli al nostro Gilles?”
Nostro perché eravamo al liceo quando il Vecchio, sbalordendoci, annunciò un certo Villeneuve al posto del già leggendario Lauda.
E insomma.
Ci vuole senso della misura.
E della Storia, che ormai conosciamo in pochi (perché, quando le cose non si sanno, vanno studiate con umiltà. Vale per qualunque materia e il trionfo della ignoranza petulante è uno dei limiti della modernità).
Allora e in breve.
Il mio coetaneo ha osato l’accostamento Leclerc/Villeneuve dopo il botto alla Rivazza.
Tirare sempre, ignorando i difetti della macchina.
È una filosofia di vita.
O forse è solo nostalgia di una giovinezza bellissima.
Il resto è Mercedes.
Sperando in Verstappen, ca va sans dir.