Si parte.
Schumi 2.
Leclerc 1.
Il figlio del Campionissimo ha ufficializzato la partecipazione alle sfide di Formula 2, sempre con l’assistenza della italianissima Scuderia Prema.
Carletto ha già preso possesso del garage Ferrari in quel di Abu Dhabi. Domani va in pista con la Rossa.
I miei sentimenti nei confronti di questi ragazzi sono facilmente immaginabili.
Mick ha quel cognome che ha riempito per oltre vent’anni le mie cronache.
Non so dire quale sia il suo valore. Non ho gli strumenti. Amici fidati mi hanno raccontato di una crescita “professionale” costante.
Vedremo e vedrete. Essere figlio d’arte è sempre un’arma a doppio taglio. All’inizio aiuta, alla lunga può fregare.
Di sicuro il ragazzo sta seguendo un processo di svikuppo intelligente, mica tutti sono Verstappen, eh (nel bene e nel male).
Aggiungo che Schumi junior, per comprensibili ragioni, fa gola a Liberty Media, è nell’orbits Metcedes, ha tanti amici a Maranello.
Capitolo Leclerc.
Io sono contento di saperlo vestito di Rosso.
L’operazione ha un senso, cioè consolida un investimento.
Ma questo è un aspetto, come dire, aziendale.
A livello emotivo, che più mi interessa, aggiungo che Carletto può essere The Chosen One.
Il Predestinato.
L’ho seguito, nella stagione sulla Alfa Sauber.
Buono, molto buono!
Dipende da lui (ferma restando l’esigenza di dare a lui e a Seb un’auto competitiva, ci mancherebbe!).
Io non cadrò nella trappola di paragonare da subito le sue prestazioni a quelle di Vettel.
Non mi interessa, è un giochino che lascio ai sacerdoti della sconfitta.
Gli auguro buon viaggio: in vita mia mai mi sono occupato di un pilota Ferrari tanto giovane.
Imparerò, spero.
Ps. Comunque io adoro l’usato sicuro, quindi vedere KR7 in tuta Alfa con sotto la maglia Ferrari mi ha molto divertito. E lui e Simone Resta avevano un sorriso che…