Ho fatto quattro chiacchiere con Giancarlo Minardi. Per parlare del futuro con un vecchio amico.

Sotto il testo che appare su Carlino-Nazione-Giorno.

“Fossi stato ai vertici della Ferrari, io dopo Vettel avrei offerto una chance a Giovinazzi, anche per tutelare il sentimento della italianità in questa fase storica particolare…”
Giancarlo Minardi è un pezzo di storia della Formula Uno. Con la scuderia che porta il suo nome, ha fatto debuttare in Formula Uno campioni come Fernando Alonso, Mark Webber, Jarno Trulli, Giancarlo Fisichella, Alessandro Nannini, Pier Luigi Martini. Insomma, se ne intende.
“Ma non voglio essere frainteso -aggiunge il manager di Faenza- La scelta di Sainz va nella giusta direzione, al netto del patriottismo”.
Lo spagnolo merita il posto?
“Le racconto una cosa. Una decina di anni fa, mi permisi di suggerire a Maranello l’inserimento del giovanissimo Carlos nel programma della Accademia del Cavallino. Non fu possibile, ma a me Sainz piaceva già allora”.
I tifosi però sono abbastanza perplessi, arriva in Ferrari un driver che non ha mai vinto un Gran Premio.
“Ma la Ferrari ha Leclerc e in Sainz troverà un elemento solido, uno che porta sempre la macchina al traguardo, uno che non fa errori. Ripeto, io ero per Giovinazzi in nome del tricolore però comprendo le ragioni di chi ha deciso”.
Tutto questo caro Minardi riguarda il 2021. Nell’immediato, tra un mese in Austria, come sarà possibile gestire Vettel, un separato in casa!, nel box Rosso?
“Passiamo alla prossima domanda”.
Non possiamo.
“Allora sarò schietto. Se Seb pensa di continuare a gareggiare nel 2021, eh, gestirlo in Ferrari sarà molto difficile, perché lui vorrà dimostrare di essere ancora un top driver e in tal caso tanti affettuosi auguri a Mattia Binotto, non vorrei essere al suo posto. Se invece Vettel ha in mente di smettere alla fine di questa stagione, tutto sarà più semplice per il team”.
A proposito di stagione 2020: Imola e Mugello si candidano per sostituire in calendario Gran Premi cancellati dal virus. Si può fare?
“Qui ci vuole molta, molta prudenza. I rischi da pandemia non sono svaniti, eh. Inoltre tenga presente che ospitare un Gp a porte chiuse significa solo rimetterci dei soldi. Dunque non sono operazioni facili”.
Si parla anche di correre due domeniche di seguito a Monza!
“Lo faranno in Austria a luglio e forse anche in Inghilterra. Capisco l’emergenza ma per un appassionato non è il massimo, due gare su stesso circuito saranno presumibilmente uguali e non è bello. Ma riconosco che dobbiamo fare i conti con il mondo nuovo che ci si para davanti”.
E lei cosa pensa dell’idea di sostituire le qualifiche del sabato con dei mini Gp in cui chi ha vinto la gara precedente parte ultimo?
“Vade retro Satana. Anatema!”
Prego?
“Ma stiamo scherzando? Mi va bene il desiderio di spettacolo, però lo sport non è il circo. E come se nel calcio in Italia, visto che vince sempre la Juventus, si stabilisse che i bianconeri partono con dieci punti di distacco. Che roba è?”
Wrestling più o meno, caro Minardi.
“Esatto, dunque stiamo attenti. Senza scomodare Enzo Ferrari, ricordiamoci che l’automobilismo è competizione, è passione, è tecnologia. Se lo trasformiamo in una lotteria, tanto vale lasciar perdere…”