1. Ho visto anche io la nuova Haas.
    Penso, come tanti, che delle forme non ci si possa fidare. Nel senso che a Melbourne vedremo una macchina diversa.
    E questo, I suppose, vale pure per la Ferrari e il resto della compagnia.
    Piuttosto, considerato il disastro del 2019, sono curioso di verificare come e se gli americani da Gran Premio si rimetteranno in carreggiata.
    Stesso discorso per l’Alfa di KR7 e Giovinazzi.
    Altra cosa.
    Negli studi di Sky ho incrociato Marione Isola.
    Il capo della Pirelli. Persona perbene, di rara educazione in un presente in cui la buona educazione è merce quasi introvabile.
    Implicitamente, Marione ha sottratto ogni residuo alibi ai complottisti.
    Poiché è stato deciso (dai team) che nel 2020 saranno utilizzate le gomme del 2019 e i circuiti, tranne Vietnam e Olanda, sempre quelli che sono e saranno portati gli stessi tipi di mescola per pista (tolte rarissime eccezioni), insomma, nessuno potrà più dire che una sconfitta è colpa delle “scarpe”.
    Tradotto.
    Se in Ferrari non riuscissero a far funzionare gli pneumatici (un classico come Ben Hur al cinema: ah, non troviamo la maniera di mandare in temperatura le gomme) sarebbe esclusivamente colpa loro, visto che i dati li hanno tutti e li hanno da un pezzo.