Notoriamente, uno degli effetti tragicomici di Internet è che tutti si credono giornalisti. Persino gli analfabeti di ritorno. Invece un conto è giudicare il lavoro del giornalista (e giustamente accadeva anche prima del web), altra cosa immaginare di poterlo sostituire a dispetto di una crassa, ostentata ignoranza.

Ecco perché di tanto in tanto, in questa sede, a me piace dare la dignità di…editorialista ad appassionati che conoscono e rispettano, insieme alla buona educazione, anche la grammatica.

Stavolta offro volentieri la…ribalta ad Andrea Guglielmetti. È andato a Barcellona a seguire dal vivo la seconda settimana di test. Altri amici di Clog avevano lo stesso programma, ma il virus li ha fermati.

E’ un bel testo, che va controcorrente. Da leggere.

ANDREA SCRIPSIT.

Le premesse in vista della partenza non erano dall’inizio le migliori.
Non mi riferisco alle aspettative di ciò che avremmo trovato in pista bensì, alle problematiche a livello organizzativo che sto diamine di virus ci ha riservato.
Tra psicosi, possibilità ventilate di aeroporti chiusi, voci di blocchi alle frontiere e chi più ne ha ne metta.
C’era infatti da mettere in conto il rischio di imbarcarsi in un viaggio che avrebbe potuto non garantire nemmeno l’arrivo in terra spagnola. Figuriamoci il fatto di poter entrare in circuito.
Il giorno prima era addirittura circolata la voce che i test si sarebbero svolti a porte chiuse.
A causa quindi delle tante paure, le defezioni dell’ultimo momento non sono tardate ad arrivare ma, stoici, io e il collega “Uomo Sul Bidone” non ci siamo abbattuti e abbiamo deciso di rischiarla comunque.
Sia messo tra l’altro agli atti che avevo preventivato un’opzione B, ovvero: se mi avessero rimbalzato all’aeroporto sarei partito comunque. In auto.

Il Leo mi aveva dato un compito: dovevo assolutamente fare di tutto per portarlo a termine.
Fortunatamente però il piano B è stato subito accantonato, è filato tutto liscio e sul volo siamo riusciti a salire.

La ciurma arrivata quindi in Spagna era così composta: io, USB, il mio amico Valter (l’uomo che ad ogni podio Ferrari si commuove) e la morosa del sottoscritto.

Dopo due giorni su e giù per il Montmelò provo quindi a mettere in fila le impressioni che il sottoscritto e i miei compagni di viaggio hanno potuto apprezzare da bordo pista.
Il primo giorno ci siamo focalizzati principalmente sulla zona dell’ultimo settore, bestia nera per noi ferraristi da anni, come sicuramente saprete.
Il secondo giorno invece, primo e secondo settore, focalizzandoci sui curvoni veloci e le curve in appoggio.
Qualcosa come 30 km (effettivi giuro, grazie app contapassi) in giro per l’autodromo.

La prima cosa da dire è che tutti i top team si sono nascosti. Palesemente.
Vedi ad esempio Ferrari, che nelle simulazioni gara ha girato quasi esclusivamente su gomma bianca, ma anche MB/RB e la Rossa, che spingevano in alcuni settori e poi alzavano il piede.
C’era poi chi girava con mappatura di motore che probabilmente non esprimeva tutta la potenza disponibile. Mi riferisco in particolare alle Ferrari, sulle quali spesso si sentiva il motore “cantare” chiaramente meno rispetto ad Haas o Alfa.
Se da un lato quindi tutti i top hanno giocato a nascondino, dall’altro da bordo pista si potevano comunque cogliere le diversità di comportamento tra le vetture.

Cerco di riassumerle qui di seguito:

MB: una fucilata bene o male in ogni condizione. Nel misto, curvoni veloci, nel lento. Qualcosina ancora da sistemare a mio avviso nell’ultimo settore, ma poca roba. A prima vista, nell’uscita dalla S prima del rettilineo d’arrivo avevano un anteriore non precisissimo. Che fossero come sempre il team da battere, nulla di nuovo.

Ferrari: la sparo consciamente grossa alla luce soprattutto di ciò che abbiamo bene o male letto tutti. Bella da vedere. Avete letto bene. Nei curvoni e nei cambi di direzione linee perfette. Anche di motore si poteva apprezzare un’erogazione costante in uscita indice che la macchina in percorrenza non perdeva la linea e a livello di bilancio complessivo dava fiducia ai piloti. Punti critici: inserimento, percorrenza e uscita dei due tornantini.
Lì perdeva proprio la linea con un anteriore chiaramente troppo sottosterzante.
Direi nulla che non si possa sistemare, o per lo meno correggere, spero nel breve termine. Da segnalare: molto bene l’ultimo settore dove, da sempre, la Rossa ha problemi cronici e da anni fatica parecchio.
Durante le varie simulazioni di gara, a mio modo di vedere si è molto ben comportata.
A serbatoi scarichi rimane un punto di domanda, ma vi rimando al fatto che, secondo me, era chiaro che spesso non utilizzassero mappatura più spinta.

RB: punto di domanda più grande. Dal di fuori, a livello di linee, molto simile a Ferrari. (ma molto meglio ad esempio nella percorrenza dei tornatini).
Francamente però non mi ha particolarmente impressionato, pur essendo molto stabile nel comportamento generale.
Per loro tantissimi stint brevi, raramente stint lunghi in simulazione gara.
Nota particolare da riportare: chiamarlo “motorone Honda” è calzante. Sound pieno e molto caratteristico. Quando sta per arrivare: lo senti arrivare. Eccome.

RacingPoint: a mio modo di vedere può inserirsi nei piani alti della classifica. Da subito. Ha girato tantissimo, bene, senza avere nessun tipo di noia meccanica.

Per quanto riguarda tutti gli altri team: li vedo tutti molto ravvicinati tra loro. Molto più vicini alla vetta di quanto non lo fossero lo scorso anno.
Attenzione alla Renault. In ogni porzione di pista pareva proprio essere a suo agio.

Peggiori in pista: Haas. Ultimo settore in particolare, da mani nei capelli.
Ovviamente anche la Williams, però decisamente migliorata rispetto all’anno scorso (non ci voleva molto). Perlomeno hanno girato tantissimo ma in chiara difficoltà in ogni settore.

Riassumendo, tutti sappiamo cosa ha fatto sapere Binotto in conferenza stampa.

Però io ero lì.

Ero a bordo pista e vedevo il comportamento della vettura.
Mi sbaglierò, ma sono cautamente ottimista. Non so se abbiamo qualche asso nella manica, sicuramente non partiamo da favoriti, ma anche noi abbiamo giocato a nascondino.
In buona sostanza: siamo certamente dietro ma non credo così tanto come ce la stanno vendendo da più parti.

Chiudo con i ringraziamenti.
Anzitutto un ringraziamento ai compagni di viaggio, un abbraccio allo squisito USB, all’amico Valter sempre con gli occhi lucidi e sorriso stampato in viso ad ogni passaggio della Rossa e alla morosa.
Si è fatta una due giorni intensissima seguendo tre matti malati di F1 che amano visceralmente la Ferrari. Plauso anche a lei.

E poi grazie a te Leo, per avermi dato questa opportunità.

Spero di non averti deluso.

Già di mio non sono molto bravo a mettere nero su bianco i miei pensieri, figurarsi quando questi pensieri toccano il cuore di chi li scrive.
Forza Ferrari sempre!
Il vostro collega cloggaro.

Andrea.