W11.
Basta la sigla e un filo di paura scorre lungo le nostre schiene.
Buon San Valentino a tutte e già che ci siamo pure alla nuova Mercedes.
Voglio dire, raccontatela voi, la macchina di Hamilton e del barbuto Thor, pardon, Bottas.
Più delle forme, che saranno sicuramente posticce, val la pena tenere a mente i numeri.
Da quando la Formula Uno ha sposato l’ibrido, Mercedes ha vinto il settantatré (73) per cento dei Gran Premi disputati.
73 per cento. Maggioranza più che bulgara, roba da elezioni nell’Iraq di Saddam Hussein o nella Cuba di Fidel.
Per questo io ho sempre reputato comicamente inutili le tiritere di chi attribuisce il 73 per cento ai complotti, alle regole, alle Pirelli taroccate, eccetera.
Ma via via via.
Sono stati più bravi fin qui, hanno un Campionissimo al volante e quando è stato necessario non hanno esitato a raccogliere gli scarti di Maranello (Allison e Sassi per capirci e sono pronto a scommettere che se un domani la Ferrari si liberasse di Resta o di Cardile o di Sanchez, pum, Toto Wolff li assumerebbe subito, ehm ehm).
Quindi, rispetto per chi insegue il settimo titolo costruttori consecutivo (e sarebbe record) e il settimo alloro piloti per LH (che così raggiungerebbe Schumi).
Guardiamola, la nuova Mercedes con provocatoria spruzzata di Rosso!, senza illuderci di carpirne i segreti, destinati a restare nascosti come li hanno nascosti Ferrari e Red Bull.
Sarà ancora la vettura da battere.
Di nuovo buon San Valentino alle nonne, alle mamme, alle sorelle e alle nipotine che passano di qua.