Comincio dalla fine.
Un caro saluto a Max Verstappen, che per la seconda volta di seguito ha disintegrato il sogno di Seb.
Stavolta indirettamente.
Senza la folle manovra ai danni di Ricciardo, non ci sarebbe stata safety car e Vettel avrebbe vinto alla Schumi, cioè in carrozza.
Perché la sua Ferrari era la macchina migliore in pista. Rosico spaventosamente e di nuovo mi assegno da solo il premio Rododendro della domenica.
Poi, lo so, la storia non la fai con i se e con i ma. Semmai la fai con gli Orsato e con i Verstappen, purtroppo.
Sulla gestione dell’ultimo pit con safety, io avrei fatto quello che ha fatto il muretto Rosso.
Lasciare fuori Vettel con gomma usurata e due Mercedes su ultra soft significava arrendersi alla doppietta argentata.
Sull’errore di Seb nell’attacco a Bottas, perché di errore si tratta, io comunque sto con lui.
È stato un gesto da eroe omerico, che tenta di battere il Fato.
Conosco l’obiezione: doveva badare al Nero, pensare a guadagnare punti su di lui.
Lauda avrebbe fatto così. Prost, anche.
Seb no.
Ciascuno scelga da che parte sta.
Chiudo con i complimenti a Leclerc, finalmente alla altezza delle aspettative. Bravo.
Grosjean è un babbeo.
Kimi è stato perfetto in una situazione assurda (vedi gomma al via) e ovviamente ce ne siamo accorti soltanto io e Minttu.
Certo che Lewis Hamilton ha più culo che anima.
Come rosico!