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Giù il cappello davanti a Hamilton, Alonso e VettelLeo Turrini - 23 ottobre 2022
  1. Verstappen è proprio cattivo dentro. Eh, come di solito tali sono i grandissimi campioni. In effetti, al netto delle qualità straordinarie della sua macchina, non la prima confezionata così da Adrian Newey (a proposito di budget cap, eh), L’olandese ce l’ha messa tutta pur di negare a Hamilton la gioia di un successo che sarebbe stato storico.
    Ciò premesso, lasciatemi spendere una parola proprio per Lewis. Talento e cuore non hanno età e questa è una cosa meravigliosa, è un complimento che va esteso anche a Vettel e Alonso per quello che hanno mostrato su un circuito fantastico.
    Voglio anche aggiungere che quando andavo in America a seguire il gran premio mai e poi mai avrei immaginato che il pubblico statunitense si sarebbe così follemente innamorato della Formula 1. Sarà merito della serie di Netflix o di quello che volete, ma si tratta di un elemento eccezionale.
    Sulla Ferrari ricorrerò ad una citazione classica. La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Sainz non aveva azzeccato la partenza dei sogni, ma la manovra, chiamiamola così, di Russell è oggettivamente inqualificabile.
    Dopodiché, a me Leclerc è piaciuto molto. Dalla sesta fila è risalito fino al podio e la qualità della sua prestazione la si può valutare osservando il risultato finale di Perez, che pure gli partiva davanti.
    Intatta resta la questione che sta diventando un tormentone. Sei in una stagione conquisti 12 pole e porti a casa soltanto quattro vittorie, beh, è evidente che devi trovare una soluzione in fretta. Perché, scusate la banalità, siamo sempre lì.
    I I punti si prendono alla domenica, mica al sabato.