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Giovinazzi non poteva battere la CinaLeo Turrini - 16 novembre 2021
Non che sia una novità. E in fondo la cosa nemmeno riguarda solo la Formula Uno. In un mondo ideale, il merito dovrebbe sempre prevalere. Ma accade di rado. Antonio Giovinazzi è un amico. Penso sia anche un buon pilota. Con pieno diritto di stare sulla griglia di partenza dei Gran Premi. Dopo di che, […]

Non che sia una novità.
E in fondo la cosa nemmeno riguarda solo la Formula Uno.
In un mondo ideale, il merito dovrebbe sempre prevalere.
Ma accade di rado.
Antonio Giovinazzi è un amico. Penso sia anche un buon pilota. Con pieno diritto di stare sulla griglia di partenza dei Gran Premi.
Dopo di che, Antonio è italiano.
Guanyu Zhou, suo sostituto in Alfa Sauber) è cinese.
Attenzione: può darsi benissimo che Zhou si riveli un asso.
Mai dire mai (tra l’altro, gente esperta me ne ha pure parlato molto positivamente).
Ma questo era un intrigo internazionale con toni da barzelletta.
C’ero uno svizzero, Sauber, che da tempo ha ceduto il controllo della Scuderia ad uno svedese.
C’era un francese, il patron di Stellantis, che comandando anche su Fiat Chrysler ha deciso di ridurre l’investimento per la presenza del brand Alfa Romeo sulla vettura svizzero/svedese, con ciò perdendo il diritto ad indicare uno dei due driver del team.
E c’era un italiano, cioè Antonio Giovinazzi, fatalmente vaso di coccio tra vasi di ferro.
Secondo voi a chi poteva essere presentato il conto?
È giusto?
Anche no.
Ce lo potevamo immaginare?
Anche sì.