Spero tutti bene.
Aspettando emozioni nuove, mi fa piacere rievocare quelle antiche.
Ho associato, per i miei giornali, il ricordo di Gilles Villeneuve ad una suggestione improbabile, figlia di un video del grande regista francese Lelouch.
Improbabile, lo ammetto. Ma cosa era la grandezza di Gilles, se non la capacità di rendere pensabile l’impensabile?
Sotto, il testo.

Chi c’era, non lo ha dimenticato. Anche se sono già passati 38 anni da quel giorno triste. L’8 maggio 1982, sulla pista belga di Zolder, Gilles Villeneuve sacrificò la vita sull’altare della velocità.
Pur avendo vinto pochissimo (appena 6 Gran Premi e giusto 2 pole position), quel piccolo canadese che amava guidare le motoslitte è rimasto nella memoria collettiva. Forse perché fu l’unico pilota che Enzo Ferrari osò paragonare a Tazio Nuvolari, la leggenda assoluta dell’automobilismo. Forse perché con la Rossa l’audacissimo Gilles spostava più in là il confine del possibile. Forse perché fu lui l’ultimo cavaliere senza paura: sfidò anche un caccia su un rettilineo, in macchina contro l’aereo. Alcuni dicevano fosse pazzo, quasi tutti concordano sul fatto che l’impeto non gli avrebbe mai permesso di conquistare un mondiale, perché non sapeva fare calcoli. Ma appunto per questo era un mito, in un mondo già allora preda dei mitomani.
E insomma, in questo tempo sospeso causa virus la fantasmagorica avventura esistenziale di Villeneuve padre (suo figlio, Jacques, il mondiale di F1 l’ha vinto, nel 1997, battendo proprio la Ferrari di Schumi), in questo tempo sospeso, dicevo, il romanzo di Gilles si apre alla suggestione di un capitolo nuovo.
Sentite qua. Siamo nell’agosto del 1978. Da quasi un anno il canadese è a Maranello, dove ha preso il posto del celebre Niki Lauda. E a Parigi il grande cineasta Claude Lelouch decide di combinarne una grossa.
Il regista fa installare una speciale telecamera giroscopica su una Ferrari di serie, per la precisione una 275 GTB. Poi Lelouch convoca un misterioso pilota di Formula Uno e gli fa: domattina all’alba sfreccia a tutta velocità fra il Louvre e il Sacro Cuore, passando per i Campi Elisi e Place de la Concorde. Io registrerò tutto e ne verrà fuori un documentario eccezionale.
Tanto eccezionale, è il caso di aggiungere, che quando il film venne proiettato nelle sale, beh, Lelouch fu immediatamente arrestato dai gendarmi parigini, perché il tizio al volante aveva violato dozzine di articoli del codice della strada.
La storia, vera, continua così. Il regista si rifiutò di fare il nome del pilota alla polizia. È stato sostenuto che il protagonista della stupefacente prestazione fosse Rene’ Arnoux, futuro ferrarista, rivale di Gilles in un duello ruota a ruota a Digione nel 1979. Altri hanno indicato in Jean Pierre Jarier il driver della Ferrari 275 GTB.
Ma a vedere il video di Lelouch, disponibile oggi su Internet, a me è venuto un dubbio.
Il dubbio che al volante, in quell’alba di Parigi, ci fosse proprio lui, Gilles Villeneuve.
Uno che, non a caso, rendeva verosimile l’incredibile.