C’è chi pensa che questo 2020 sarà comunque e ancora l’anno di Lewis Hamilton.

C’è’ invece chi immagina la nuova stagione all’insegna di un duello (giovanilista) annunciato: Leclerc versus Verstappen.

Sul tema accolgo, con tanto di sorpresa finale, il contributo di uno di voi. A me piace ospitare cloggari intelligenti, ovviamente lasciando loro la piena responsabilità di quanto scrivono.

Stavolta, tocca al Red Baron.

BARONE ROSSO SCRIPSIT

‘Quando vince da anni la stessa vettura con lo stesso pilota è inevitabile auspicare qualche variazione sul tema.
La prima che mi viene in mente sarebbe anche ‘la più facile’: Mercedes si ritira dalla Formula 1, da vincente.
E’ già successo l’altra volta, nel lontano 1955, circostanza peraltro indotta dalla tragedia di Le Mans.
Non dovesse accadere, alternative tecniche al momento da parte delle altre squadre, Ferrari in primis, ne vedo poche.

Molto più intrigante a mio avviso è la questione piloti.
Perché lo stesso Lewis Ulysses Hamilton VI ha già ampiamente annusato la sfida del decennio appena iniziato.
Max e Charles.
VERStappen VERSus Leclerc, sembra la struttura di una canzone.
L’antipasto ce l’hanno servito l’estate scorsa prima con il controverso finale in Austria, poi con l’omaggio a Digione ’79 in quel di Silverstone e non c’è da stupirsi che due così siano venuti al mondo nel 1997, l’anno della sfida epica tra Schumi e il figlio di Gilles.

Diversissimi tra loro caratterialmente, simillimi nella velocità di maturazione.
Quando nel 2016 Verstappen è salito sulla Red Bull, in Spagna, ha vinto subito.
Carletto ha rischiato di fare quasi altrettanto in Bahrein anno scorso.
Non sono coincidenze: sono le stimmate del campione.

Max è riuscito nell’impresa di riportare la Honda prima sul podio, poi sul gradino più alto.
Da un paio di stagioni sbaglia decisamente poco e quando lo fa, la ragione –si fa per dire- è sempre la stessa: allergia alla disciplina, suo unico vero tallone d’Achille dopo che si è sbloccato anche in qualifica.

Quanto al ferrarista, basta con l’appellativo ‘predestinato’!
Lo sarà stato semmai nel 2018 al debutto con Alfa perché il ‘Carlino’ del 2019 è già una solida realtà (cit. bassa, bassissima).
Certo, ha pagato un po’ di inesperienza – per tacer del muretto box – ma alla prima stagione in Ferrari ha seriamente messo in difficoltà gli equilibri interni nonché forse anche quelli mentali di Vettel.

Impossibile stabilire in questo momento chi sia il migliore tra i due, certo.
Tuttavia, con la stessa risolutezza di Al Pacino/Vincent Hanna nella scena madre della storia del cinema, se dovessi scegliere LA gara, scelgo Brasile 2016, senza neppure esitare.
Quella domenica sotto l’acqua Max arrivò ‘solo’ terzo ma fu il mix perfetto tra il Michael di Barcellona ’96 e l’Ayrton di Donington ’93….senza dimenticare Monaco ’84 eh!
A proposito.
Sul tracciato monegasco, Max nel 2015 con la Toro Rosso e Charles nell’ultima edizione disputata, hanno compiuto sorpassi memorabili pur finendo entrambi ritirati per propri errori.

Attenzione però, il Profeta di Fusignano docet: per vincere titoli mondiali Max e Charles dovranno avere occhio, pazienza e la terza virtù.
Ne mancasse una soltanto il rischio di finire nel purgatorio degli ex Golden Boy capitanato da Ricciardo diventerebbe una certezza.

E allora io, notoriamente devoto a Sergio Leone, punto tutto su un bel triello da cui uscirà vincente….Lando Norris!’