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Ferrari fantasy, nuova Mercedes, vecchio MasiLeo Turrini - 17 febbraio 2022
Auff. Giornata interminabile, la mia. È nota la mia dichiarata ignoranza in fatto di tecnica. Non ho la competenza specifica per valutare in anticipo la bontà di un progetto. È così da sempre. Per me, quindi, banalmente contano i verdetti della pista. A occhio, la Ferrari nuova colpisce per soluzioni che, con un eufemismo, definirei […]

Auff.
Giornata interminabile, la mia.
È nota la mia dichiarata ignoranza in fatto di tecnica.
Non ho la competenza specifica per valutare in anticipo la bontà di un progetto.
È così da sempre.
Per me, quindi, banalmente contano i verdetti della pista.
A occhio, la Ferrari nuova colpisce per soluzioni che, con un eufemismo, definirei originali.
Poi vedremo. Sono fuori discussione l’impegno e la generosità dei vari Binotto, Cardile, Sanchez, Montecchi, Gualtieri.
Saranno i cronometri e i confronti con la concorrenza a dire una parola di verità.
Con effetti facilmente immaginabili, nel bene come nel male.
E anche questo è banale.
Adesso vedremo che versione di se stessa presenterà Mercedes.
Quello che, in astratto, io fatico a comprendere è quanto segue: le regole sono nuove per tutti, ma perché chi fino a Natale 2021 godeva di un vantaggio enorme (appunto Mercedes e Red Bull) dovrebbe interpretarle peggio di chi inseguiva?
Se è una speranza, ci sto.
Se è una scommessa, sono pronto a pagare di tasca mia.
Ma che sia una certezza, boh.
Infine, il siluramento di Masi.
La mia opinione su Abu Dhabi, è nota.
La ripeto.
Dopo il botto di Latifi, andava esposta la bandiera rossa, con ripartenza da fermo.
Non fu fatto.
Errore.
Ma sarebbe stato un errore (e ho sempre detto anche questo) far finire un campionato pazzesco dietro la safety car. Uno sfregio.
Ancora.
Se la Fia post Todt intendeva cambiare Masi per un giudizio complessivo sull’intera stagione, ci sto, sarebbe una scelta di merito non basata sul singolo episodio.
Ma la Fia prende la decisione riferendosi esplicitamente “solo” ad Abu Dhabi e su espressa sollecitazione di una parte in causa, nello specifico il grifagno Toto Wolff.
E qui si va sull’etica, sulla opportunità, sul modo di governare le cose.
Perché la forma è sostanza.
A me non sono mai piaciuti, sin da quando ero bambino e per qualunque sport, quelli che pretendono di scegliere l’arbitro.