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Ferrari, che c’è da capire?Leo Turrini - 20 maggio 2022
Scomodiamo pure l’ingegner Crozza. Dobbiamo capire. A occhio, nel venerdì di Barcellona è parsa evidente per la Ferrari la chance di conquistare un’altra pole. Ma la simulazione gara ha segnalato un disagio pneumatico sulle monoposto di Carletto e Carlitos. Non dubito dello sconforto dei tifosi autentici, così come immagino il malcelato giubilo degli Anti. E […]

Scomodiamo pure l’ingegner Crozza.
Dobbiamo capire.
A occhio, nel venerdì di Barcellona è parsa evidente per la Ferrari la chance di conquistare un’altra pole.
Ma la simulazione gara ha segnalato un disagio pneumatico sulle monoposto di Carletto e Carlitos.
Non dubito dello sconforto dei tifosi autentici, così come immagino il malcelato giubilo degli Anti.
E se poi capiscono?
Sempre a occhio, Verstappen ha la macchina migliore e sa come guidarla. Nulla di sorprendente, era già tutto chiaro, a proposito di Max, proprio a Barcellona, quella domenica del 2016.
Mercedes meglio. Sui livelli del venerdì di Miami, però. Quindi si attendono verifiche quando le prove non saranno libere ma “vere”. Qualcosa di sicuro si sta muovendo.
Sulla Aston Martin che è identica alla Red Bull che volete che vi dica?
La federazione internazionale sostiene che è tutto a posto.
Ci sarebbe un complesso discorso da sviluppare sulla tutela della proprietà intellettuale da tutelare. Prima in senso etico: vale anche per chi non rispetta i diritti tv o i copyright dei testi scritti e per inciso è divertente notare come chi della tutela dell’opera dell’ingegno se ne frega poi si stracci le vesti se la tal scuderia “ruba” al tal team.
Ma questi sono sofismi, giusto per fare salire la pressione a qualche minchione.
In generale, tocca alla istituzione Fia imporre il rispetto delle norme.
Stesso discorso sul budget cap.