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Fate studiare a Leclerc la storia di LaudaLeo Turrini - 24 aprile 2022
Doccia ghiacciatissima. La faccio breve. Io adoro Carletto. Ma i mondiali li vinci anche con la testa. A Leclerc, che ama la storia delle corse, farei leggere qualcosa su Lauda e Prost. Ci sono circostanze in cui occorre sapersi accontentare. Non era divertente l’idea di accodarsi ad una doppietta Bibitara, ma i 15 punti del […]

Doccia ghiacciatissima.
La faccio breve.
Io adoro Carletto.
Ma i mondiali li vinci anche con la testa.
A Leclerc, che ama la storia delle corse, farei leggere qualcosa su Lauda e Prost.
Ci sono circostanze in cui occorre sapersi accontentare.
Non era divertente l’idea di accodarsi ad una doppietta Bibitara, ma i 15 punti del podio facevano comodo.
A maggior ragione in un campionato che io continuo ad immaginare equilibrato. A Imola la Red Bull ne aveva di più.
Mi spiego.
Capisco la delusione e il disincanto. Ma se qualcuno pensava che la Ferrari dovesse dominare sempre, insomma, ha sbagliato materia.
A me, ripeto, dispiace per l’autogol di Carletto. Una roba alla Comunardo Niccolai, il terrore dei portieri (i suoi!) negli Anni Settanta.
Qui ci vogliono calma, pazienza e, s’intende, sviluppi. E pit stop più rapidi.
Verstappen è un fenomeno e non ha bisogno di regali.
Sainz è stato sfigato ma era partito male esattamente come Carletto.
Hamilton inguardabile su una macchina che è impresentabile sì.
Ma Russell corre in un altro modo.
Bravi Norris e Bottas.
Che tristezza, ok.
Però , mica è finita qui.