Dimenticavo i miei, di Oscar per la Formula Uno 2018.
Prima, però, lasciatemi ringraziare gli amici del Ferrari Club di Erba.
Mi hanno accolto come un fratello di fede, dal presidente Gerosa al mio procuratore brianzolo, il mitico ingegner Cerruti.
E ne sanno più di me (ok, ok ci vuol poco).
Gli Oscar, adesso.

Alla carriera.

A Matteo Bonciani e Luca Colajanni, i pietre di Fia e Liberty Media. Fanno un mestiere difficile e lo fanno bene.

Cialtrone dell’anno: io, indiscutibilmente. Dopo SPA ho profetizzato che Vettel sarebbe andato a prendere Hamilton. L’ho detto in tv. Dissi la stessa cosa dodici mesi prima. Sono recidivo. E non c’è due senza tre…
Carriola 2018. La McLaren. Aveva il motore della Red Bull. Negli anni Honda il sempre sincero Alonso giurava che telaio e aerodinamica erano top. Ho visto, ho visto.
Pilota flop. Magari interessa poco, ma Hulkenberg se non altro qualcosa con la Renault ha provato a fare. Sainz, non pervenuto. E si che a me questo spagnolo pare (pareva, forse) buono. Mah, ci capisco sempre meno. Aggiungo che non infierisco su Bottas perché l’animo come può ribellarsi al padrone, cioè come può uno scoglio finnico arginare Toto Wolff che si fa mare?!?
Pilota migliore. Eh, tanto che te lo dico a fare? Hamilton tutta la vita. Uno invecchia con l’idea che tanto Lewis un paio di cappelle a stagione le fa e lui, bum, nell’anno di una Ferrari a lungo protagonista, pfuii, acc dannaz malediz, ecco, lui ti sfiora la perfezione assoluta e insomma amen, è stato bravissimo. Lo batteremo? Forse.
Gp più bello del 2018. Silverstone, per tante ragioni, per il valore simbolico dell’impresa di Seb, per le emozioni che ha generato. Era tutta una illusione? D’accordo, eppure nessuno ci toglierà quello che abbiamo ballato.
Gp più brutto. Spagna. Una offesa al buon senso, per ragioni che qui non starò ad elencare (a proposito di candidati al premio Oscar per la cialtronaggine, eh).
Monoposto del 2018. E sarà stata la versione finale No Tav. Ma le gare erano 21 e come diceva Totò (non Wolff) è la somma che fa il totale ergo la Mercedes è stata più costante, ergo ancora più forte. Può non piacermi. Ma è vero.
Auto rivelazione. Alfa Sauber tutta la vita. Se ne prendano premesse e sviluppi per capire. Gran lavoro di base del mio amichetto Furbatto, grande evoluzione con Resta, che appunto era meglio (non per Alfa Sauber) se restava a Maranello.
Driver emergente. Leclerc. E che la Forza (anche di resistere agli adulatori in servizio permanente effettivo) sia con lui.