Quando ero bambino e giocavo a pallone, c’era un coetaneo che mi tirava i calcetti di nascosto. Una volta mi venne da reagire. L’arbitro mi beccò e mi buttò fuori. Invece il provocatore rimase in campo.

Mi incazzai moltissimo.
Ecco spiegato perché sto con Vettel.
Beninteso, il fallo di reazione di Seb andava punito.
Ma chi tira il trappolone deve sempre farla franca?
Hamilton dice di aver ragione.
E chi tampona ha sempre torto.
Ma è leale comportarsi come ha fatto lui?
Ne dubito.
C’è la lettera della legge. E c’è lo spirito della norma.
Cosa conta di più?
Ed è mai possibile che Bottas al via possa speronare Raikkonen manca fosse una vecchia carcassa degna di zero rispetto?
E mai una sanzione.
Lo so, lo so. Qualcuno starà pensando: ecco il vecchio bacucco malato di Ferrari che sragiona in quanto accecato dalla passione! Eccolo il barbogio Rosso che difende l’indifendibile!
Ora, facciamo che se ne riparla la prima volta che i commissari Fia notano qualcosa di non esemplare nei comportamenti del Nero e del suo valletto, ok?
Dopo di che, GP pazzesco in location assurda. Mancava solo la pioggia di meteoriti.
Se un gatto nero incrocia Kimi cambia strada per non correre rischi.
Contento sono per Ricciardo e anche per Stroll.
Grandissimi i meccanici Ferrari, dal motore di sabato di Vettel alla ricostruzione della macchina del finnico amico del gatto nero di cui sopra.
Poi, per vincere questo mondiale folle, ci serve una Rossa migliore, dall’Austria in poi.