Spazio al dottor Divago, che sono sempre io.

Cosa siano e rappresentino, nell’immaginario nazionalpopolare, le figurine Panini, beh, è abbastanza noto.

Ma, in stile Settimana Enigmistica, forse non tutti sanno che Giuseppe Panini, il front man della dinastia, cominciò come dipendente di Enzo Ferrari. Solo che un giorno il Drake gli disse: giovanotto, lei sui motori e’ sprecato, dedichi ad altro la sua creatività.

E così un Mito modenese favorì la nascita di un’altra leggenda emiliana (i due poi diventarono grandi amici, s’intende. Erano, con Pavarotti, i Geminiani più famosi sulla faccia della terra).

Questo e tanto altro ho raccontato nel libro “Panini, storia di una famiglia e tante figurine”, editore Minerva, prefazione di Walter VeltronMagari a qualcuno interessa.

In ogni caso, con raro cinismo ho affidato…la recensione dell’opera a Ricccris, il sommo. Delle due l’una. O è un meraviglioso critico letterario. O mi vuole troppo bene. Vedete un po’ voi.

RICCCRIS SCRIPSIT.

Avete voglia di leggere un bel libro ? Avete voglia di rivivere, per chi ne ha l’età, o di vivere, per chi è nato dopo quegli anni, la storia di un’Italia bella, di un’Italia piena di speranze e di emozioni, di sogni e di realizzazioni ?

Beh, ho il libro per voi.

Ho appena finito di leggere “Panini – Storia di una famiglia e di tante figurine”, di L. Turrini.

Un viaggio nella storia di una famiglia che ha scritto una pagina bellissima dell’imprenditoria editoriale italiana.

Nelle pagine del libro di Leo si trovano tutti quei fermenti positivi, quella voglia di rinascita dell’Italia dell’immediato dopoguerra, quando le famiglie italiane combattevano si per la giornata, ma molto più di oggi con il sorriso in viso e la speranza nel cuore.

Ve lo consiglio, anzi ve lo raccomando: le pagine scorrono lievi, nel raccontare sacrifici e peripezie, invenzioni e colpi d’ingegno.

Senza mai cadere nella sterile celebrazione, Leo riesce a far rivivere quei giorni attraverso le storie intrecciate di otto incredibili fratelli e sorelle, di una madre incrollabile nella sua perseveranza e di tutto il restante gruppo di parenti, nuore e generi.
Persone che faranno di questa iniziativa che sembrava una follia un gruppo di rilevanza internazionale che rappresenterà nel mondo e nel tempo una delle eccellenze dell’inventiva italiana.

Per noi malati di motori c’è anche una piccola ma divertente parentesi che riguarda il marchio amato…

Trovo assolutamente aderente il paragone che fa W. Veltroni nella sua prefazione: Panini sta all’Italia come Disney sta all’America.

E dovrebbero leggerlo anche molti pseudo imprenditori nostrani…avrebbero molto da imparare.

E’ un vero peccato ignorare questa storia bellissima. Non fatelo.