Qualunque sia il giudizio “storico” sul suo operato, una cosa è certa. Stefano Domenicali rimane l’ultimo team principal Ferrari campione del mondo, a livello costruttori, nell’ahime’ remoto 2008. E tre titoli piloti andarono persi, ancora nel 2008, nel 2010 e nel 2012, per una manciata di punti.

Comincio la stagione strana strana con lui. Diplomaticamente esprimendosi, il vecchio amico racconta.

L’intervista appare oggi su Resto del Carlino, Nazione e Giorno.

Buona domenica.
“Saranno mondiali bellissimi, su due e su quattro ruote. La passione sarà più forte anche delle conseguenze del virus, ne sono certo”.
Stefano Domenicali è il presidente e l’amministratore delegato della Lamborghini. “L’azienda è ripartita in sicurezza -sospira- Anche i segnali del mercato sono incoraggianti. L’Italia batterà la rassegnazione, io ho fiducia”.
E la Ferrari batterà la Mercedes?
“Ah, a me lo chiede? Ho lasciato un pezzo di cuore a Maranello, ero il capo del reparto corse quando la Rossa conquistò l’ultimo mondiale costruttori con Raikkonen e Massa, era il 2008…”
In effetti è passato un po’ troppo tempo.
“Con una battuta potrei rispondere che c’era già di mezzo Hamilton, visto che proprio quel giorno Lewis vinse il titolo piloti, beffando Felipe dopo il traguardo. Ma non mi sottraggo alla domanda: la Ferrari ha il dovere di provarci sempre”.
I test pre Covid a Barcellona non erano andati tanto bene.
“Ho fiducia in Binotto. Conosco Mattia da quando eravamo ragazzi. Bisogna lasciarlo lavorare, un team vincente si costruisce nel tempo”.
Intanto c’è da gestire Vettel, il separato in casa.
“Non giudico le dinamiche contrattuali, ma so che Seb è un professionista. Qualunque sia il suo avvenire, si comporterà correttamente”.
È stato giusto puntare tutto su Leclerc?
“Sì, perché ha un talento enorme. Inoltre la sua crescita premia una idea, quella della Accademia per i giovani piloti, che lanciammo a Maranello in tempi non sospetti”.
Meglio Verstappen o Carletto?
“Sono i simboli della nuova generazione. Animeranno molte battaglie. Ma non penso che Hamilton sia sazio!”
Sarà una stagione con doppi Gp sulla stessa pista e per ora con appena otto gare sicure…
“È vero, dobbiamo fare i conti con la pandemia. Ma in ogni caso sarà un campionato vero, con un campione vero. E poi sono convinto che alla fine le corse aumenteranno di numero”.
Mugello o Imola per il possibile bis italiano della F1?
“Entrambe! Io sono di Imola e ho diretto per anni l’autodromo toscano. Non posso scegliere tra due figli miei!”
Invece in moto cosa vedremo?
“Intanto rivedremo Valentino in sella, sarebbe stato troppo triste non tornare ad ammirarlo in sella alla Yamaha. È bello possa decidere il futuro verificandosi in pista”.
Quasi tutti ritengono Marquez troppo forte per la concorrenza.
“Beh, lo spagnolo non si discute, è un fuoriclasse. Però io sono emiliano, amo il Rosso che corre, mi lasci sperare in una grande Ducati”.