Da Gilles a Seb.
La Storia continua.
Ma che ci volete fare, non vi sembrerò normale ma è l’istinto che mi fa volare. Dovete sapere che proprio in questo periodo sto risistemando le memorie di Paolo Scaramelli, il grande meccanico della Ferrari. I suoi ricordi usciranno in un libro che pubblicherò, a tiratura limitata, il prossimo settembre. E mi sono commosso, lo confesso, proprio oggi, correggendo gli scritti di Paolo dedicati alla prima vittoria di Gil a Montreal nel 1978.
Poi ho visto il giro di Vettel.
Non me ne frega niente di passare per un vecchio trombone lacrimoso. Lo sono! E mi dispiace per quanti non riescono a comprendere il valore sentimentale di certe prestazioni. Io detesto, dal profondo dell’anima, chi riduce tutto a cattiveria. Penso che l’automobilismo, grazie a personaggi come Scaramelli, Villeneuve padre e Vettel sia qualcosa di meraviglioso.
Ovviamente, nemmeno immagino come potrà andare la gara. Ci ragionerò sopra domani. A parte l’olandese matto in agguato al via con le gomme più morbide, non bisogna sottovalutare Bottas. E magari ci sarebbe da chiedersi come mai Hamilton, pur essendo in pilota che conosciamo e anche il leader della classifica iridata, talvolta incappi in prestazioni così relativamente modeste in rapporto al compagno di squadra, che io mi ostino a non considerare un fenomeno. Ma vedremo, a Montreal ci sono stato 20 volte, è un tracciato assurdo, tra muri e vie di fuga inesistenti.
Banalmente, può accadere di tutto.
Quanto a my brother Kimi, ha sbagliato. Io conosco le intenzioni di Sergio Marchionne e non le rivelerò nemmeno sotto tortura. Se può interessare, le condivido.
Grazie Gilles, grazie Scaramelli e grazie Seb.