Ad un certo punto, non ho resistito più.

Stavo sul palco di chiusura del Festival della Filosofia.

Con Paolo Barilla e con Stefano Domenicali.

Non ce l’ho fatta a mordermi la lingua.

Ho detto all’ex team principal della Ferrari: ma a te dispiace di non essere mai stato imitato da Crozza, quando eri il capo del Muretto Rosso?

Risposta: no, per niente.

E in effetti, quando si cercano indizi di un declino, il diventare parodia mica è un bel segno!

Per la cronaca del filosofico show, la parola al giovanissimo cloggaro Tommy.

TOMMY SCRIPSIT

UOMINI, ACCELERAZIONI E MACCHINE: CRONACHE E SUGGESTIONI DAL FESTIVAL DELLA FILOSOFIA 2k20

Quando Nume & Clog chiamano, non resta che rispondere “presente!”.
Ecco perché, prima di rubare qualche minuto del vostro tempo tentando di raccontare dal mio modestissimo punto di vista la magnifica serata di ieri, concedetemi di ringraziare il mio padrino (all’anagrafe BVZN, o qualcosa del genere) per l’invito e l’ospitalità, come sempre graditissimi…

Ma veniamo al dunque! O almeno, proviamoci.
Mettete una sera di fine estate inoltrata, nella splendida cornice dei Giardini Ducali, situati in pieno centro storico modenese.
Aggiungeteci che è proprio la serata di chiusura del Festival della Filosofia, fiore all’occhiello della città da oltre un ventennio.
Infine, condite il tutto con la presenza di tre pilastri della più fine espressione motoristica nazionale: Paolo Barilla, Stefano Domenicali e il nostro padrone di casa Leo, che mena magistralmente le danze.
Il risultato non potrà che essere un cocktail stellato di cui io – ventunenne emiliano dal sangue caldo per tutto ciò che va forte e fa rumore – avrei fatto volentieri il bis.
Il tema? Ovviamente Macchine & Accelerazioni! Dato il contesto, da intendere in senso “lato”, stupendamente interpretato dai nostri tre filosofi d’eccezione.
Allacciamo dunque le cinture e decolliamo puntuali per un viaggio futuristico tra automazione, progresso, softwaristica, algoritmica, social network, innovazione ed elettrico applicati all’automotive tanto quanto ai costumi e al “rischio cyber” della società globalizzata.
Gli stimoli a cui quotidianamente siamo sottoposti, sono davvero diventati troppi?
Questo mondo perennemente online e interconnesso ha decretato il trionfo del pressappochismo e de “l’uno vale uno”?
L’uomo è divenuto definitivamente prigioniero delle macchine?
La risposta dei tre moschettieri è corale: finché estro, curiosità, passione e senso della misura ci accompagneranno, il Mondo sarà ancora un affare tutto nostro.
Il timone passerà presto a noi, diavoli della Generazione Z. Permettetemi di dire che la via sarà certamente tortuosa, ma spunti come quello di ieri sera costituiranno una bussola solidissima.
In chiusura, tra i numerosi presenti (distanziati e apparecchiati impeccabilmente) serpeggia lesto un nome che dal palco si erano ripromessi di…bannare: SF1000!
L’urlo lacerante che si leva dalla platea è unanime, e dunque la chiosa è inevitabile: forse, in un mondo che corre più veloce di LH44 in qualifica a Monza, accanto a Storia e Tradizione pulsanti qualche “Softwarista” (cit.) in più sarebbe utile.
Ma questa, signori, è un’altra storia…

TommyIceman

P.S. Se Disqus non fa le bizze, mi impegno a caricare qui sotto qualche scatto della serata. Alla prossima, cloggari!