Ho appena finito di guardare il docufilm Netflix su Schumi.
Mi è piaciuto.
Chi mi segue da anni sarà anche in grado di intuire in quali momenti mi sia scesa la classica lacrima. E non mi riferisco al finale, oggettivamente straziante.
Ho trovato molto bella (e onesta, cosa non semplice!) la ricostruzione degli eventi di Jerez 1997.
Un difetto: la scarsa attenzione alla…italianità di Michael. Cento secondi di Montezemolo e Piero Ferrari sono troppo pochi: la leggenda del Campionissimo passa indissolubilmente attraverso la sua esperienza in Rosso.
E ho anche pensato, vedendo i segni del tempo sul viso di Corinna e degli altri protagonisti di un viaggio irripetibile, sì, ho anche pensato che pure io ho un grande avvenire dietro le spalle.
Seppellite il mio cuore a Suzuka.