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Cosa ci insegna la festa ApriliaLeo Turrini - 10 maggio 2022
In attesa di riprendere il tormentone Sviluppi (tra parentesi: c’ero anche io, nel 2017 e nel 2018, tra quanti segnalarono i limiti Ferrari nella evoluzione della monoposto, dunque speriamo bene), una divagazione giusto per allentare la tensione. Sabato 7 maggio 2022, festa Aprilia a Misano. Ecco la delirante testimonianza del nostro Roli. Cosa sarebbe la […]

In attesa di riprendere il tormentone Sviluppi (tra parentesi: c’ero anche io, nel 2017 e nel 2018, tra quanti segnalarono i limiti Ferrari nella evoluzione della monoposto, dunque speriamo bene), una divagazione giusto per allentare la tensione.

Sabato 7 maggio 2022, festa Aprilia a Misano.

Ecco la delirante testimonianza del nostro Roli. Cosa sarebbe la nostra vita, senza passioni?

ROLI SCRIPSIT

cielo cupo la mattina alle 6 ma il carrello è pronto e non piove, la red rose 50 di Federico è lucida e pimpante nonostante i suoi 32 anni così come la mia Tuono 125 che ne farà 20 l’anno prossimo ma non li dimostra affatto.

Misano ci attende, la prima volta vi arrivai in Moto da Sassuolo su una Ducati pantah 500 SL per una mezza giornata di prove libere e da lì iniziò tutto.

Era il 1988, le moto di elettronico avevano a malapena l’accensione, il resto era tutto governato da meccanica, carne, ossa e nervi.

Trovai una Aprilia 125 Af1 Sintesi incidentata da un noto concessionario di Formigine, vicino al Picchio Rosso, era distrutta totalmente la parte anteriore ma telaio e Motore erano integri.

Via, notti insonni per fare gli stampi in vetroresina, preparare il motore e triplo lavoro per comprare i ricambi necessari, Licenza da pilota Junior ( anche se avevo già 24 anni) ed iscrizione al Campionato Italiano Sport Production zona B.

Le Aprilia erano le Moto adatte ai privati come me, erano tecnicamente avanti a tutti e bastava davvero poco a trasformarle in missili da pista, un garage, due amici competenti usciti dalla  scuola professionale Ferrari ed il gioco era avviato.

Sono passati tanti anni, quella povera Af1 chissà dove è finita ma tante altre Aprilia sono passate o sono ancora nelle mie mani, lo spirito è sempre quello ed è anche lo spirito che ha portato tanta gente al Circuito Marco Simoncelli sabato scorso.

Aprilia All stars è l’evento voluto fortemente nel 2019 da Massimo Rivola appena insediato a capo del progetto Aprilia Racing MotoGp, immaginate da appassionati di F1 se esistesse una festa dove entrate gratis in circuito, dove potete avvicinare e parlare con i due Carletti, con Binotto e tutto lo staff tecnico e dove potete aggiudicarvi tute, caschi ed altri oggetti usati dai piloti donando il ricavato in beneficenza.

Pensate di esser seduti sulla panca del piadinaro e vedere passare René Arnoux che salutandolo si ferma a fare una foto felice e contento…

Pensate se Benedetto Vigna fosse lì tra voi e vi ringrazia di esserci sparendo poi in pista di traverso su un bolide Rosso nuovo di pacca perchè (testuali parole dell’ AD Aprilia Racing) ” non ce la facevo più a veder gli altri girare allora vado dentro anche io”  .

Ecco, per noi fanatici Aprilia Sabato è stata così, una giornata intera per ritrovarci e per ritrovare sempre più forte il legame con la Ferrari a due ruote.

Non sto ad elencare quello che potrete vedere nello speciale di Sky a breve disponibile, loro sanno sicuramente farlo meglio ma forse posso trasmettervi cosa è significato per me , i miei amici ormai vecchietti ma soprattutto per un 15enne adoratore dei motori che è mio figlio Federico.

Aprilia All stars è stato un vero Luna Park, si potevano provare diverse tipologie di Moto sulle strade attorno al circuito mentre i professionisti davano spettacolo in pista poi, la cosa davvero bella era il banchetto della Dell’Orto dove un tecnico smontava totalmente un 34 VHSB e ti regalava il cappellino se riuscivi a rimontarlo correttamente…Federico ne ha avuti due e ieri era fiero di sfoggiarlo tra gli amici ciclomotoristi.

Alle 13.00 faccio il test della Tuono 660, in pratica una 125 con 100 cv, Moto leggerissima, divertentissima e facile da guidare, una perfetta compagna d’avventura per un 18enne Centauro anzi, fin troppo potente ma totalmente gestibile grazie ad una serie di controlli elettronici perfettamente settati che non intervengono se non richiesto.

Poi la parata finale, l’apoteosi, Tutti i possessori di Aprilia in circuito alle 18 si sono riversati dentro il tracciato, dallo scarabeo 50 alla RSv4 x replica Gp, tutti felici di formare un gruppo eterogeneo ma in qualche modo riconoscibile dagli spettatori sulle tribune, il fischio dei 2 tempi 125 e 250, il rombo delle bicilindriche anni 2000 e l’esplosiva e roca voce delle attuali V4 da 200 cv e passa…la bandiera tricolore sventolata da Vera Spadini e via con davanti i nostri miti, Biaggi, Capirossi, Locatelli, Gramigni,Vinales, Espargarò, Iannone, Pasini, Savadori e noi a pochi centimetri, l’illusione e l’appartenenza.

Chi può dire di aver tirato una staccata ed aver passato Biaggi al carro?

Al termine, in corsia box Rivola saluta tutti ad uno ad uno, io mi fermo, ci guardiamo e lui riconoscendo il mio casco dice una sola parola…GIL.

Domenica 8 maggio, funesta data ma ci ricorda che se dopo 40 anni il mito è ancora più forte di allora, non ci resta che vivere i prossimi 40 accomunando ( nel mio caso) la passione per la Ferrari con quella per le Moto Aprilia e chissà quale Moto potrò provare allora!

Stefano Roli