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Cosa cambia per Ferrari l’accordo Fiat-RenaultLeo Turrini - 28 maggio 2019
Alcune considerazioni a proposito dell’ipotesi di accordo tra Fiat Chrysler e Renault. Mi occupo ovviamente delle potenziali ricadute sull’argomento che in questa sede ci sta a cuore, la Formula Uno. Prima cosa. La Ferrari, intesa come azienda e quindi anche come reparto corse, non rientra nel perimetro Fca. Lo sbarco in Borsa, con scorporo dalla […]

Alcune considerazioni a proposito dell’ipotesi di accordo tra Fiat Chrysler e Renault.
Mi occupo ovviamente delle potenziali ricadute sull’argomento che in questa sede ci sta a cuore, la Formula Uno.
Prima cosa. La Ferrari, intesa come azienda e quindi anche come reparto corse, non rientra nel perimetro Fca.
Lo sbarco in Borsa, con scorporo dalla casa madre, ha scongiurato il pericolo che il gioiello di Maranello finisse fagocitato in mega operazioni del genere.
Questa è una premessa importante.
Peraltro, una volta perfezionata l’integrazione tra i due gruppi, ci sta di chiedersi quanto a lungo gli Agnelli/Elkann resterebbero nel business automotive. In famiglia da molto tempo c’è chi preme per uscire dal settore.
Unica eccezione, il Cavallino (ette credo, commenterebbe Alberto Sordi).
In un futuro non remoto potrebbero quindi essere in controllo “soltanto” di Ferrari. Con quali prospettive per Maranello, chissà.
Di sicuro, nell’immediato, dopo un accordo paritario con i francesi, fifty fifty, è logico supporre che, in una logica F1, Renault coordinerebbe le sue posizioni “politiche” con Ferrari, più di quanto già non avvenga ora, avendo Ferrari come presidente e azionista di riferimento il futuro socio della Regie.
In uno scenario complesso, potrebbe invece finire definitivamente in soffitta l’operazione che Sergio Marchionne aveva avviato per il rilancio di Alfa Romeo anche tramite le corse.
SM era interessato al futuribile acquisto del team Sauber. Persino il parcheggio svizzero di Resta rientrava in uno schema.
Dopo la sua scomparsa il meccanismo (che aveva una sua gradualità, si era partiti con il marchio sulla vettura, poi Resta, poi il re-brand del team) pare essersi inceppato. Vedi ritorno di Resta in Italia.
Altra cosa: Maserati. C’era nell’aria una vaghissima idea di sfruttare il Tridente per un impegno agonistico in Formula E, non subito ma nel medio termine.
Poiché Alfa e Maserati faranno certamente parte dell’intesa Italo-francese, conseguenze ce ne saranno.