Ricordo a tutti che oggi è il primo di aprile.

Alle ore 00 00 01″ sul computer di Maurizio Arrivabene, Iron Mauri per i fedelissimi, è arrivata una mail.

Mittente: Kimi Raikkonen.

Testo.

‘Caro Iron, è del tutto evidente che le nostre strade sono destinate a dividersi. Non a causa del vostro bel pit stop di Melbourne e nemmeno per quello che (forse eri deconcentrato) hai dichiarato in Malesia alla fine delle qualifiche. No: ho deciso di salutarvi perchè non mantenete le promesse.

Vedi, io ero stato chiaro con il tuo predecessore, il signor Masticazzi, cioè, scusa, Mattiacci. Gli avevo detto, dopo il mio brillantissimo 2014: io accetto di restare, ma il team deve garantirmi la consegna di un otre di vodka in occasione di ogni Gp. Quando sei arrivato tu, hai confermato la promessa, delegando il nuovo cantiniere del reparto corse, il signor Alberto Antonini, all’adempimento della missione.

Ebbene, purtroppo questo Antonini sta sempre lì a discutere con un certo Mensureit a proposito di menate puerili e si scorda di me. A Melbourne di vodka ho visto un bicchierino, a Sepang manco quello. Mi duole segnalarti che il signor Masticazzi, pardon, Mattiacci, era molto più affidabile.

Tutto ciò premesso, passo felicemente al badminton. Trovatevi subito un altro pilota e già che ci siete pure un altro cantiniere”.

Colto alla sprovvista, Arrivabene non ha smentito la sua fama di decisionista. Nel giro di quattro nanosecondi, ha contattato tutti i drivers su piazza. Tolto Hamilton, che ha 120 milioni (di dollari) più una macchina di buoni motivi per restarsene in Mercedes. Ma da Rosberg in giù, passando per Ricciardo, Verstappen eccetera, tutti hanno rifiutato. Motivo: mica son scemi, chi glielo fa fare di venirsi a confrontare con Vettel.

Solo uno ha detto sì.

Fernando Alonso.

Alle ore 01 00 00″ dell’1 aprile il Campionissimo delle Asturie ha diramato via Facebook (su Twitter 140 caratteri non bastavano) la seguente dichiarazione, di seguito fedelmente riportata.

‘Tornare al volante della Ferrari sin da subito è sempre stato il mio desiderio. Ero bambino e dormivo con un pigiamino rosso, ero adolescente e mangiavo solo ghiaccioli alla amarena perchè rossì, la prima auto che ho guidato era una Simca tutta rossa e anche il mio cuore è rosso, mentre quello di Raikkonen è bianco come la vodka. Inoltre Ron Dennis mi sta spaventosamente sui coglioni e non credo di dover spiegare il motivo.

Sono lieto di riprendermi ciò che è sempre stato mio. Lo faccio anche per gli orfani nella categoria dei giornalisti italiani, alcuni sono proprio inconsolabili! Non ci fossi stato io a proclamare, sin da Monza nel 2013!, che tutti gli ingegneri di Maranello erano geni, chi se ne sarebbe accorto? Solo quello scemo di Mensureit poteva sostenere che io avessi detto scemi. Dissi geni, perchè io vedo le cose in anticipo, prevedo il futuro con assoluta precisione, come dimostra brillantemente la mia carriera.

S’intende che sarà per me un piacere fare da maestro al giovanissimo Vettel. E’ ancora un po’ acerbo, ma con la Bmw ha fatto una bella gara ad Indianapolis. Quando avrà vinto almeno due mondiali con me, accetterò che tra noi non ci siano gerarchie. Ho spiegato al presidente Montezemolo che la memoria, per chi fa il nostro mestiere, è una componente fondamentale. So che la Red Bull ha ancora un grosso vantaggio sulla Rossa, ma da sempre sono abituato a lottare contro Adrian Newey, il mio vero avversario. Non vedo l’ora di mantenere una antica promessa: la Ferrari sarà il mio ultimo team in Formula Uno. Per quanto riguarda il signor Arrivabene, lo conosco: si occupa di sigarette, credo abbia una tabaccheria a Losanna, vedrò di fargli avere una mia foto con dedica’.

La notizia, ovviamente, ha già fatto il giro del mondo, in questo 1 aprile del 2015.