C’era una volta un olandese alleato di Toto Wolff.

E non era Max Verstappen.

A ferragosto si è concluso a Berlino il primo mondiale “ufficiale” di Formula E.
Vinto naturalmente da Tu Sai Chi (questa è solo per chi conosce Harry Potter, che peraltro somiglia a Bin8).

Su presente e futuro (incerto) del campionato con la scossa interviene il nostro elettrico consulente, Marco Santini.

Che come sempre ringrazio di cuore.

SANTINI SCRIPSIT.

Bandiera a scacchi per la settima stagione di Formula E, per la prima volta in grado di fregiarsi del titolo ufficiale di campionato del mondo FIA. E chi poteva vincere il “mondiale” se non le frecce d’argento di Toto Wolff, in grado di aggiudicarsi anche qui sia titolo costruttori che piloti? L’ottavo posto di De Vries a Berlino consacra la Mercedes al tetto di entrambe le categorie mondiali a cui partecipa, con la vittoria nel campionato a zero emissioni che arriva al secondo tentativo da costruttore, anche grazie ai punti pesanti ottenuti da Vandoorne. L’armata di Stoccarda si dimostra inarrestabile anche in elettrico, proprio all’indomani del rumor che vede la casa della stella a tre punte in uscita dal campionato a fine 2022, e con entrambi i piloti in orbita Williams in Formula 1. Se quindi il 2022 potrebbe essere il clamoroso trampolino di (ri)lancio nella massima serie di uno dei due piloti dell’orbita Mercedes, al contempo per la Formula E si tratterà di una stagione particolarmente delicata: alla vigilia della rivoluzione regolamentare data dall’arrivo delle cosiddette Gen 3, sarà fondamentale per la serie fondata da Agag trovare la giusta quadra per fermare la parziale emorragia delle case tedesche. Audi e BMW infatti si sono dimostrate tanto veloci nell’abbandonare altre categorie in favore della Formula E, quanto ora apparentemente desiderose di sacrificare l’impegno elettrico per riaffacciarsi altrove (anche grazie a stravolgimenti regolamentari, tanto nel WEC quanto nel DTM, potenzialmente versatili ed allettanti), pur con l’intenzione di continuare a fornire powertrain ai team privati. L’arrivo di McLaren potrebbe dunque non essere sufficiente a colmare le future assenze, con costruttori come Honda che restano a guardare tanto quanto le eventuali compagini italiane, col tricolore attualmente assente sia in ambito piloti che costruttori. In una serie che ci ha abituato a continui colpi di scena, io continuo a coltivare il mio personalissimo sogno: quello di vedere un’ultima annata, stavolta in elettrico, del nostro KR7…