Ora lo scrivono anche in Inghilterra.
A breve, scadute le clausole di non concorrenza, l’ingegner Lorenzo Sassi inizierà a lavorare per il reparto corse della Mercedes.
Area motori, s’intende.
A scanso di equivoci, io penso sia normale, per bravi professionisti, cambiare sede di lavoro. Un tempo simili trasferimenti nemmeno facevano notizia.
Di nuovo, adesso, c’e un paio di cose.
La prima.
I modi bruschi coi quali Sergio Marchionne incide sugli organigrammi. Senza mettere i guanti di velluto.
La seconda.
Toto Wolff ci ha preso gusto. Se Ross Brawn aveva sottratto il mio amico Costa all’oblio nel giro di un nano secondo, il perfido Toto raddoppia.
Dopo James Allison, si porta a casa Sassi (che il mare di Maranello ha consumato).
L’intento è chiaro: dimostrare che gli scarti (li chiamo così con tutto il rispetto, giusto per capirci) Ferrari sono invece pilastri altrove.
Tu chiamale, se vuoi, provocazioni.
Scrissi al tempo della rottura (dovuta in buona sostanza al mancato sviluppo della power unit nella fase decisiva del mondiale 2017) che presto avremmo visto Sassi su un podio accanto ad Hamilton.
Sono così prevedibili, gli anti Ferraristi…