Venerdì 26 la Ferrari illustrerà on line la nuova struttura della squadra da Gran Premio.
Più avanti, a marzo, si alzerà il sipario sulla SF21.
Mattia Binotto ha già fatto sapere che sarà meno presente in pista. La cosa viene motivata con la necessità di seguire “in casa” lo sviluppo tecnico, con proiezione sul mitico progetto del 2022. Boh.
Ciò significa che, nel paddock, a governare le cose Rosse sarà, non di rado, il francese Laurent Mekies. Che non a caso ha già dirottato sullo spagnolo Rueda le mansioni di direttore sportivo, insomma l’attenzione ai regolamenti sportivi.
A Mekies risponderanno l’ingegner Toninalli e i tecnici assegnati a Leclerc e a Sainz, rispettivamente lo spagnolo Marcos (credo si scriva così) e l’italiano Adami, a lungo uomo di fiducia di Seb Svuoto il Garage Vettel.
C’è poi una buona notizia per il KGB: aumentano le responsabilità operative di Luca Bugia Colajanni, The Revenant in stile Leonardo Di Caprio.
Su tutto e su tutti incombe lo spirito di Ginone Rosato, che sa molto più di quanto finga di non sapere.
A livello “progettuale”, innesti da fuori sono programmati ma non nell’immediato. Alcune trattative sono già state concluse.
Per ora sono confermati negli incarichi tra telaio ed aerodinamica Cardile, Sanchez, Montecchi.
Della revisione della power unit si sta occupando lo staff diretto da Gualtieri. Fare peggio del motore (faccio per dire) del 2020 è praticamente impossibile e magari questo vale anche per le prestazioni complessive della monoposto.
“A chi mi chiede come sarà la mia nuova macchina, io rispondo indicandovi i collaboratori che mi stanno accanto: faccio il pane con la farina che ho”.
(Enzo Ferrari, febbraio 1981).