Quando ancora non avevo sedici anni, nel 1975, ho iniziato a scrivere le prime stupidaggini a proposito di pallavolo.
E per un lungo quarto di secolo, grosso modo fino al mondiale in Argentina nel 2002, non ho mai smesso di seguire da vicino vittorie e sconfitte della Nazionale.
L’attuale cr, Fefe’ De Giorgi, è un mio caro amico, da quando era il palleggiatore di Ugento.
Sarebbe bello se toccasse a lui chiudere in bellezza l’incredibile estate dello sport Azzurro.
L’Europeo dei calciatori.
Le quaranta medaglie olimpiche.
Le persino più numerose imprese degli atleti Paralimpici.
E solo per stare a questa ultima domenica estiva, la conferma iridata di Filippo Ganna nella cronometro dei ciclisti e la felice, stoica resistenza di Bagnaia sulla sua Ducati al tentativo di rimonta della Yamaha di Quartararo.
Tante cose.
Tutte belle, bellissime.
Tutte italiane.
Chi manca all’appello tricolore (e non dalla estate 2021, eh!)?
Lo sappiamo.
Manca la Ferrari.
E perché manca la Ferrari?
Il dibattito continua.