1. Alcune riflessioni post monegasche.
    La storia di Resta dalla Ferrari alla Alfa Sauber.
    Quando qualche settimana fa ne ho sentito parlare, mi sono premurato di verificare una cosuccia: che non si trattasse di un Sassi bis, cioè di una rimozione brusca.
    Non l’avrei capita.
    Ho constatato che era un caso diverso. Cioè di una operazione consensuale, condivisa. Resta è molto contento di andare a fare il dt all’Alfa e come credo di aver già segnalato se non altro in materia Sergio Marchionne mantiene un impegno pubblicamente assunto. Quando a Natale gli chiesi se la mossa Sauber fosse solo marketing, mi rispose: no, vedrà che trasferiremo risorse umane, competenze professionali.
    Quindi c’è una logica, che il presidente vorrebbe estendere anche agli americani della Haas.
    Del resto, vediamo bene come Red Bull utilizzi legittimamente il satellite Toro Rosso come cavia, dai piloti in erba al motore Honda. E sono invece addirittura scandalose le influenze Mercedes su Force India: il comportamento di Ocon a Montecarlo è stato vergognoso e stop.
    Dopo di che, tornando a Resta, io ho una riserva.
    In breve.
    E’ vero che la Ferrari si è data la famosa struttura orizzontale e bla bla bla. Ma Resta era il capo dei progettisti, la macchina deve essere sviluppata senza interruzioni, eccetera.
    Va bene che l’ingegner Cardile è bravissimo, ma secondo me aspettare fino a Monza non sarebbe stato un errore.