Giulio Andreotti, celebre coetaneo di Juan Manuel Fangio, era solito dire che a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca. In verità, il coetaneo di Lorenzo Bandini asserivo anche che il potere logora chi non ce l’ha.
Mi fermo qui. Le suggestioni cospirazioniste valgono fino ad un certo punto e ovviamente io sono perfettamente consapevole che Jean Todt non si straccia le vesti davanti ad una Ferrari perdente. Siamo tutti esseri umani e talora il confine tra nostalgia e rumore può essere molto sottile. Apres moi le deluge…
Ciò premesso, si sapeva da settimane che a Barcellona la Pirelli avrebbe portato gomme con battistrada diverso. Quindi, non siamo in presenza di una sorpresa allestita a tradimento.
Voglio essere ancora più chiaro. Se io pensassi Che la Formula 1 è tutta un trucco, un imbroglio, beh, allora smetterei di occuparmene. Alla mia età, esistono passatempi più rilassanti.
Altra cosa è supporre (prego notare la differenza concettuale) Che in certi ambienti decisionali prevalga una sudditanza psicologica nei confronti di chi, da alcuni anni, esercita il potere. Potere che notoriamente logora chi non ce l’ha. Vale nel calcio (ahimè). Vale ai box. Non da oggi. Unica via d’uscita: andare ancora più forte, fare non uno ma dieci punti in più della squadra/scuderia dominante. E’ dura? Si. Ma mai immaginai che non lo fosse (vedi anche pilatesca decisione su Halo e specchietti…)
Ciò premesso, nel sabato catalano tecnicamente si è vista una Ferrari che non riusciva a fare il tempo con la gomma più morbida. Una situazione oggettivamente bizzarra. Vettel e Raikkonen non avevano sufficiente aderenza con le super soft.
Questo lascia aperto ogni schema per la gara. Certo, se dopo la prima curva Bottas fa da tappo alle spalle di Hamilton, eh, tutto diventa tremendamente difficile per Seb e per Kimi. Ma dovremmo appreso, dalle gare più recenti, che il sabato non sempre è una garanzia per la domenica.
In ogni caso, il mondiale non finisce a Barcellona.