È STRANO, ma, dopo aver visto Grillo in sella a Vespa e ascoltato a Milano le ultime promesse di Renzi, si comincia a nutrire qualche nostalgia del primo Berlusconi quando ancora propugnava la rivoluzione liberale: oggi si avverte uno strano vuoto, perché quel sogno, ormai lontano, si è dissolto come neve al sole. Ogni giorno il nostro giovane premier ci dice cosa si dovrebbe fare, ma non spiega poi perché non sia stato fatto prima, se era tutto così facile. L’ex comico ligure ci urla i motivi dell’attuale paralisi, legandoli ad una Casta che pensa solo a rubare, ma non chiarisce, da parte sua, come dovremmo realmente muoverci per voltare pagina: un conto è strillare, un altro paio di maniche agire.  Soprattutto in questo momento, manca, alla fine, una compatta forza di centrodestra, dopo le scissioni nel vecchio Pdl, che abbia i mezzi sufficienti per riequilibrare la situazione. Così l’incertezza attuale non si riflette solo sul fronte moderato, ma si ripercuote sull’intero sistema politico. In attesa della discesa in campo di Marina, Silvio si dice preoccupato. Guarda a ciò che accade nel suo orticello – dove la gramigna è cresciuta soffocando le piante che, un tempo, lo facevano rigoglioso -, e lancia l’allarme. Quali i motivi dello sgretolamento? Cerca di spiegarli Gennaro Malgieri, che di quel mondo è stato uno degli intellettuali di punta, nel bel libro “L’allegro naufragio” (Minerva edizioni). Una nave, spiega l’ex deputato di centrodestra, che è andata allegramente contro l’iceberg soprattutto per la mancanza di una vera cultura di riferimento in grado di unire l’area moderata. Al di là dei paroloni, oggi siamo, tutti, un po’ orfani di quelle spinte di vera alternativa bipolare e andiamo, così, alle urne confusi e divisi. Cosa succederà, dopo il 25 maggio, se anche Renzi, come una cometa, dovrà abdicare all’assalto delle Cinque Stelle?
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