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M’apparisti ridente. Stéphane Mallarmé

VEDI I VIDEO “Apparizione” ,  “Apparition” ,“L’après-midi d’un faune” , “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Claude Debussy , “Un coup de dès” su musica di Pierre Boulez Firenze, 9 settembre 2018 – Ricordando che il 9 settembre 1898 moriva a Parigi Stéphane Mallarmé. Apparizione La luna s’attristava. Serafini piangenti, L’archetto alzato, in sogno, dalle viole […]

Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2018 alle 02:00

VEDI I VIDEO “Apparizione”“Apparition” ,L’après-midi d’un faune” , “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Claude Debussy , “Un coup de dès” su musica di Pierre Boulez

Firenze, 9 settembre 2018 – Ricordando che il 9 settembre 1898 moriva a Parigi Stéphane Mallarmé.

Apparizione

La luna s’attristava. Serafini piangenti,
L’archetto alzato, in sogno, dalle viole morenti
Traevan, nella calma di vaporosi fiori,
Bianchi singhiozzi a petali dagli azzurri pallori.
Era quel santo giorno del nostro primo bacio.
La fantasia, martirio cui da sempre soggiaccio,
S’inebriava sapiente al profumo di tristezza
Che pur senza rimpianto lascia e senza amarezza
La vendemmia d’un sogno al cuore che l’ha colto.
Dunque erravo, alle vecchie pietre l’occhio raccolto,
Quando per via, col sole sui capelli splendente,
E nella sera, tu m’apparisti ridente,
Ed io vidi la fata dal cappuccio di luce
Che un tempo sui miei sonni di fanciullo felice
Già passava, lasciando, dalle sue mani belle,
Nevicar bianchi fiori di profumate stelle.

Apparition

La lune s’attristait. Des séraphins en pleurs
Rêvant, l’archet aux doigts, dans le calme des fleurs
Vaporeuses, tiraient de mourantes violes
De blancs sanglots glissant sur l’azur des corolles.
– C’était le jour béni de ton premier baiser.
Ma songerie aimant à me martyriser
S’enivrait savamment du parfum de tristesse
Que même sans regret et sans déboire laisse
La cueillaison d’un Rêve au coeur qui l’a cueilli.
J’errais donc, l’oeil rivé sur le pavé vieilli
Quand avec du soleil aux cheveux, dans la rue
Et dans le soir, tu m’es en riant apparue
Et j’ai cru voir la fée au chapeau de clarté
Qui jadis sur mes beaux sommeils d’enfant gâté
Passait, laissant toujours de ses mains mal fermées
Neiger de blancs bouquets d’étoiles parfumées.

Stéphane Mallarmé 

(1863; da Poesie e prose,  traduzioni di Adriano Guerrini e Valeria Ramacciotti)

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