VEDI I VIDEO  “Il mio sogno familiare” , “Mon rêve familier” , Il testo in una elaborazione video , … cantato da Léo Ferré , …e da Julos Beaucarne , Poesie d’amore , “Spleen” secondo Gabriel Fauré e Philippe Jaroussky

Firenze, 29 marzo 2020 Ricordando che domani ricorrerà l’anniversario della nascita di Paul Verlaine (Metz, 30 marzo 1844).

Ha scritto con assoluta pertinenza, a proposito della poesia di Paul VerlaineMario Luzi«Verlaine applica sempre più decisamente la metamorfosi musicale delle emozioni, fino ad esprimere per questa via l’essenza ineffabile dell’anima e il mistero dei suoi legami con il mondo. La sua musica esala da uno spirito che è posseduto e non possiede, ma ha dalla sua la grazia di comunicare il suo inconoscibile come tale. 

La convinta naivetè della sua poesia non esclude che in essa sia stata portata a compimento l’opera magica di evocazione e l’opera di ricostruzione dell’unità tra l’anima e il mondo, mediante quell’unico esorcismo musicale che dissolve e ricompone l’interiore e l’esterno; opera che la grande premessa romantica aveva affidato alla poesia.

E una deduzione rivoluzionaria tratta nell’umiliazione, come gli altri due maestri Rimbaud e Mallarmé l’avevano tratta nell’orgoglio consapevole. I decadenti videro nell’arte di Verlaine il lato dissolutivo, i simbolisti intuirono l’altro della ricostruzione e lo annetterono senz’altro, come maestro, al loro movimento».

Alla «metamorfosi delle emozioni», al suo trattamento lirico,  non si sottrae alcun sentimento, compreso il top in assoluto dei sentimenti, l’amore. E al fascino della musica in versi della poesia di Paul Verlaine in pochi hanno saputo resistere, compreso un musicista del calibro di Gabriel Faurè, raffinato compositore di una propria intima, rivissuta e ammaliante La Bonne Chanson.

Marco Marchi

Il mio sogno familiare

Spesso mi viene in sogno bizzarra e penetrante
Una donna mai vista, che amo e che mi ama,
Che con lo stesso nome si chiama e non si chiama
Diversa e uguale m’ama e sempre è confortante

È per me confortante, e il mio cuore parlante
Per lei soltanto, ahimé! Non è più cosa grama
Per lei soltanto, in fronte del sudore la trama
Lei soltanto rinfresca, con le lacrime piante.

È bruna, bionda o rossa? Non mi è dato sapere.
Il suo nome? Ricordo che è dolce e dà piacere.
Come nomi diletti che la vita ha esiliato.

All’occhio delle statue è simile il suo sguardo,
Ed ha la voce calma, lontana, grave, il fiato
Delle voci più care spente senza riguardo.

Mon rêve familier

Je fais souvent ce rêve étrange et pénétrant
D’une femme inconnue, et que j’aime, et qui m’aime,
Et qui n’est, chaque fois, ni tout à fait la même
Ni tout à fait une autre, et m’aime et me comprend.

Car elle me comprend, et mon coeur transparent
Pour elle seule, hélas! cesse d’être un problème
Pour elle seule, et les moiteurs de mon front blême,
Elle seule les sait rafraîchir, en pleurant.

Est-elle brune, blonde ou rousse? Je l’ignore.
Son nom? Je me souviens qu’il est doux et sonore,
comme ceux des aimés que la vie exila.

Son regard est pareil au regard des statues,
Et, pour sa voix, lointaine, et calme, et grave, elle a
L’inflexion des voix chères qui se sont tues.

Paul Verlaine

(da Poèmes Saturniens, 1866)

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