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Firenze, 16 agosto 2018 – Ricordando che il 16 agosto 1920 nasceva ad Andernach, in Germania, il poeta americano Charles Bukowski

L’uomo dagli occhi meravigliosi

Quando eravamo piccoli c’era una casa strana, 
gli scuri erano sempre chiusi
non sentivamo voci venire da dentro.
Il giardino era pieno di canne di bambù,
ci divertivamo a giocare tra i bambù.
Fingevamo di essere Tarzan, anche se mancava Jane,
c’era un grande stagno con i pesci rossi più grassi del mondo.
Erano pesci addomesticati. Salivano in superficie
per prendere dalle nostre mani le briciole di pane.
I nostri genitori ci avevano detto:
“Non avvicinatevi a quella casa.” Naturalmente ci andammo.
Ci chiedevamo se qualcuno ci abitasse.
Passavano le settimane, ma non si vedeva nessuno,
un giorno sentimmo una voce provenire dalla casa:
“Maledetta puttana!” Era la voce di un uomo.
Poi la porta di casa si spalancò e l’uomo ne uscì.
Teneva una pinta di whisky nella mano destra.
Avrà avuto trent’anni.
Aveva un sigaro in bocca e la barba non rasata,
i suoi capelli erano ribelli e spettinati
ed era scalzo in cannottiera e pantaloni.
Ma gli occhi erano luminosi, splendevano. E disse:
“Signorini! Spero vi stiate divertendo.”
Poi fece una risatina e tornò nella sua casa.
Ce ne tornammo nel giardino dei miei genitori per riflettere sulla cosa.
Arrivammo alla conclusione che i nostri genitori volevano tenerci lontani da lì,
perché non volevano che vedessimo un uomo come quello:
un uomo forte dagli occhi meravigliosi.
Si vergognavano di non essere come lui
per questo volevano tenercene alla larga.
Ma noi tornammo a quella casa e alle canne di bambù
e ai pesci addomesticati.
Tornammo tante volte e per molte settimane di seguito,
ma non vedemmo nè sentimmo più quell’uomo.
Gli scuri erano chiusi come sempre e tutto era silenzioso.
Un giorno mentre tornavamo da scuola vedemmo la casa.
Era bruciata, non era rimasto niente.
Solo delle fondamenta fumanti.
Corremmo allo stagno dei pesci rossi e non c’era più l’acqua.
I grassi pesci rossi erano morti.
Tornammo al giardino dei miei a parlarne.
Secondo noi i nostri genitori avevano bruciato la casa
avevano ucciso gli abitanti e avevano ucciso i pesci
perchè era tutto troppo bello.
Avevano bruciato anche la foresta di bambù.
Avevano avuto paura dell’uomo dagli occhi meravigliosi.
Noi cominciammo a temere che per il resto della nostra vita
sarebbero successe cose come queste,
che nessuno avrebbe voluto persone belle come quell’uomo,
che gli altri non lo avrebbero permesso
e che molte persone sarebbero dovute morire.

The Man with the Beautiful Eyes

when we were kids
there was a strange house
all the shades were
always
drawn
and we never heard voices
in there
and the yard was full of
bamboo
and we liked to play in
the bamboo
pretend we were
Tarzan
(although there was no
Jane).
and there was a
fish pond
a large one
full of the
fattest goldfish
you ever saw
and they were
tame.
they came to the
surface of the water
and took pieces of
bread
from our hands.

Our parents had
told us:
“never go near that
house.”
so, of course,
we went.
we wondered if anybody
liveed there.
weeks went by and we
never saw
anybody.

then one day
we heard
a voice
from the house
“YOU GOD DAMNED
WHORE!”

it was a man’s
voice.

then the screen
door
of the house was
flung open
and the man
walked
out.

he was holding a
fifth of whiskey
in his right
hand.
he was about
30.
he had a cigar
in his
mouth,
needed a shave.
his hair was
wild and
and uncombed
and he was
barefoot
in undershirt
and pants.
but his eyes
were
bright.
they blazed
with
brightness
and he said,
“hey, little
gentlemen,
having a good
time, I
hope?”

then he gave a
little laugh
and walked
back into the
house.

we left,
went back to my
parents’ yard
and thought
about it.

our parents,
we decided,
had wanted us
to stay away
from there
because they
never wanted us
to see a man
like
that,
a strong natural
man
with
beautiful
eyes.

our parents
were ashamed
that they were
not
like that
man,
that’s why they
wanted us
to stay
away.

but
we went back
to that house
and the bamboo
and the tame
goldfish.
we went back
many times
for many weeks
but we never
saw
or heard
the man
again.

the shades were
down
as always
and it was
quiet.

then one day
as we came back from
school
we saw the
house.

it had burned
down,
there was nothing
left,
just a smouldering
twisted black
foundation
and we went to
the fish pond
and there was
no water
in it
and the fat
orange goldfish
were dead
there,
drying out.

we went back to
my parents’ yard
and talked about
it
and decided that
our parents had
burned their
house down,
had killed
them
had killed the
goldfish
because it was
all too
beautiful,
even the bamboo
forest had
burned.

they had been
afraid of
the man with the
beautiful
eyes.

and
we were afraid
then
that
all throughout our lives
things like that
would
happen,
that nobody
wanted
anybody
to be
strong and
beautiful
like that,
that
others would never
allow it,
and that
many people
would have to
die.

Charles Bukowski

(da “The Last Night of the Earth Poems”, 1992)