VEDI I VIDEO “The Rain Stick”, Heaney legge “A Kite for Aibhín”, da “L’aquilone” di  Pascoli , “Digging” letta dal poeta , Intervista , Omaggio a Séamus Heaney , Snow Patrol: “Reading Heaney to Me”

Firenze, 2 settembre 2018 – Ricordiamo oggi con un leggero ritardo l’anniversario della morte del poeta irlandese Séamus Heaney, tra i massimi esponenti del cosiddetto rinascimento poetico irlandese, premio Nobel per la letteratura nel 1995, terzo irlandese dopo Yeats e Samuel Beckett a potersi fregiare dell’ambito riconoscimento (Dublino, 30 agosto 2013).

Scomparso nel 2013 a Dublino all’età di 74 anni, legatissimo alla cultura italiana, tra i suoi molti meriti letterari che un’ampia bibliografia condensa ed esibisce ci piace ricordare le sue traduzioni in lingua inglese delle poesie di Pascoli. La poesia che abbiamo allegato come secondo video lo testimonia, mentre un’altra che abbiamo scelto, peraltro molto nota e letta anch’essa dal poeta, «Digging», rende biograficamente ragione delle sue origini contadine e, insieme, dell’impegno morale e civile che il poeta ha costantemente riversato nella sua opera e, insieme, del suo amore per la tradizione.

La stessa motivazione del Premio Nobel che gli fu a ragione conferito così suona: «Bellezza lirica e profondità morale, che esalta i miracoli quotidiani e il passato vivente».

Marco Marchi

Il fusto di pioggia

Capovolgi il fusto e quello che succede
è una musica che non avresti sperato mai
d’udire. Lungo il secco stelo di cactus scorrono

acquazzoni, cascate, rovesci, risacche.
Ti lasci attraversare come un condotto
d’acqua, poi lo scuoti di nuovo leggermente

ed ecco un diminuendo che corre per le sue scale
come una grondaia gemente. Di seguito,
uno spruzzo di stille da foglie irrorate,

sottile umidità d’ erba e margherite;
poi mille luccichii come soffi di brezza.
Capovolgi ancora il bastone. Quel che succede

non è sminuito dall’essere accaduto una volta,
due, dieci, mille volte prima.
Che importa se tutta la musica che traspare

è un cadere di pietriccio e semi secchi lungo un fusto
di cactus! Sei come l’uomo ricco accolto in paradiso
attraverso il timpano di una goccia di pioggia. E adesso riascolta.

(traduzione di Erminia Passannanti)

The Rain Stick

Upend the rain stick and what happens next
Is a music that you never would have known
To listen for. In a cactus stalk

Downpour, sluice-rush, spillage and backwash
Come flowing through. You stand there like a pipe
Being played by water, you shake it again lightly

And diminuendo runs through all its scales
Like a gutter stopping trickling. And now here comes
A sprinkle of drops out of the freshened leaves,

Then subtle little wets off grass and daisies;
Then glitter-drizzle, almost-breaths of air.
Upend the stick again. What happens next

Is undiminished for having happened once,
Twice, ten, a thousand times before.
Who cares if all the music that transpires

Is the fall of grit or dry seeds through a cactus?
You are like a rich man entering heaven
Through the ear of a raindrop. Listen now again.

Seamus Heaney 

(da “The Spirit Level”, “La livella a bolla d’aria”)

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