In Italia si sono accesi i riflettori sul problema del tumore al seno avanzato, si tratta ora di adoperarsi per tenere desta l’attenzione su questi temi anche una volta che si saranno abbassate le luci. Lo facciamo qui. Come primo step è stata illuminata di viola la Torre dell’orologio di Palazzo Giureconsulti a Milano, una azione simbolica nell’ambito della campagna nazionale di informazione promossa da Novartis in collaborazione con Salute Donna Onlus e Società italiana di psico-oncologia (Sipo), con il patrocinio di Fondazione Aiom.

Si parla sempre tanto, giustamente, di prevenzione, mammografia, genetica, chirurgia conservativa, screening, ma è bene ricordare che in Italia ci sono 30mila pazienti con tumore al seno avanzato che guardano ai progressi della ricerca sul cancro con un atteggiamento di speranza e fiducia, cariche di aspettative.

Oggi, in oncologia, quando non è possibile fare altrimenti, lo specialista persegue come obiettivo la cronicizzazione dei processi patologici. Negli ultimi 10 anni si sono fatti passi avanti che hanno portato a un controllo sempre maggiore della fase definita “sopravvivenza libera da progressione”, regalando una vita attiva senza limitazioni nella quotidianità.

Si sono aperte infine nuove prospettive grazie a una nuova classe di farmaci, gli inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti (Cdk) 4/6 anche per le pazienti con patologia mammaria HR+/HER2-. Questi farmaci sono impiegati a ragion veduta, in aggiunta alla terapia ormonale, e il razionale del protocollo si può ritrovare sul sito web www.tempodivita.it pensato espressamente per le donne di cui parliamo.

Alessandro Malpelo

QN Quotidiano Nazionale

Salute