La solitudine e l’isolamento sociale possono rappresentare un rischio per la salute anche più dell’obesità, che in America è considerata una piaga. Uno studio presentato alla convention dell’American Psychological Association da Julianne Holt-Lunstad, della Brigham Young University avverte che i rapporti sociali rappresentano un bisogno umano fondamentale per il benessere e la sopravvivenza e che “una parte crescente della popolazione americana vive in condizioni di isolamento”. Si stima infatti che circa 42 milioni di adulti sopra i 45 anni negli Stati Uniti soffrano di solitudine, un quarto della popolazione vive sola e più della metà non è sposata. “Queste tendenze suggeriscono che gli americani hanno meno rapporti sociali e vivono di più in solitudine”, ha affermato la psicologa. Ma quali sono gli antidoti alla solitudine?

ANIMALI DA COMPAGNIA
Una ricerca condotta da FederAnziani e da Mars Italia ha appurato che nove italiani su dieci tra gli over 65, tra quelli che possiedono un animale da compagnia, ritengono che avere in casa un cane o un gatto abbia un impatto positivo sulla propria salute e sul proprio umore, riduce la sensazione di solitudine e dona serenità. Oltre il 70% dichiara di considerare gli animali domestici come componenti della famiglia a tutti gli effetti. Possedere un animale domestico stimola il movimento (60% di probabilità in più di svolgere attività fisica) e incide positivamente sulla salute psichica, poiché prendersi cura di un animale costituisce un valido stimolo mentale. Chi non possiede animali domestici, o non può permettersi di averne uno perché single o vive in un appartamento di pochi metri quadri, può comunque trovare altre occasioni per affezionarsi, ricambiato, agli amici a quattro zampe, facendo volontariato in un canile o in un gattile, o frequentando nel tempo libero quei luoghi dove è possibile entrare subito in contatto con i nostri migliori amici, immersi nella natura.

RIVEDERE VECCHI AMICI
Altro antidoto alla solitudine consiste nel riprendere i contatti con i vecchi amici (ex compagni di scuola, commilitoni, sportivi) per sentirsi meglio e rivivere le gioie del passato. Occorre ovviamente vincere l’iniziale ritrosia, l’imbarazzo che costringe a sentirsi in dovere di giustificare gli anni passati senza mai sentirsi. Ma una volta rotto il ghiaccio il più è fatto. Gli americani lo definiscono meet again. Contattare un amico che non si vede da tempo manifestando il desiderio di incontrarsi di nuovo, di persona, a tu per tu. Nostalgia, passioni comuni, hobby e buona cucina sono il collante che spinge le persone a ricercare gli amici persi per strada. Secondo una ricerca condotta per Nescafè, 7 italiani su 10 ritrovano volentieri gli amici del passato per rievocare un periodo felice della propria vita (67%), perché mossi dalla curiosità di vedere come siamo cambiati di anni (57%) o per cercare nuove occasioni di divertimento, magari sorseggiando un caffè insieme (54%).

LA CERCHIA RISTRETTA
Ma perché le persone, anche amiche di vecchia data, smettono di frequentarsi? “La motivazione più comune – afferma Ilaria Medici, psicologa dello Studio Porta Nuova a Milano – è perché talvolta viene a mancare la ragione stessa per cui un legame si è creato, perché le persone crescono e cambiano, per cui può accadere che viene meno l’interesse comune (gioco, scuola, sport). Poi ci sono scelte di vita molto diverse, la scelta o meno di mettere su famiglia”. Studi della Royal Society Open Science hanno appurato che le persone tendono a restringere la cerchia di amici a partire dai 25 anni, selezionando pochi eletti e rinunciando a frequentare compagnie numerose come avviene in età adolescenziale. La rivista Fortune ha invece visto come l’80% dei giovani millennials abbia provato almeno una volta nella vita il fenomeno del ghosting, ossia l’abbandono improvviso di un amico senza ricevere alcuna spiegazione.

LE REGOLE DELLA RIMPATRIATA
1. Amarcord, riflettere e far crescere il desiderio di rivivere gli anni spensierati. 2. Convivialità, immaginare il piacere di ritrovarsi a tavola tra amici. 3. Primo passo: messaggio via Facebook, WhatsApp o con altri social media. 4. Telefonata: l’alternativa che offre un riscontro, una risposta immediata. 5. Stringere subito: insistere per fissare data e luogo d’incontro senza rimandare. 6. Coraggio. Rimuovere la paura di ricevere una risposta negativa. 7. Sfruttare l’effetto sorpresa. 8. Accogliersi senza giudicarsi. 9. Il piacere di raccontarsi. 10. Rivivere le esperienze di un tempo.

Alessandro Malpelo

QN Quotidiano Nazionale