Evviva gli anticorpi monoclonali neutralizzanti. Nel momento in cui i vaccini arrivano col contagocce e siamo come sempre limitati negli spostamenti potrebbe essere questa la soluzione in grado di imbrigliare la cavalcata del nuovo Coronavirus, quando la sindrome prende una brutta piega.

Lo studio Blaze-1, riporta una nota di Eli Lilly, mostra che la terapia sperimentale con anticorpi neutralizzanti ha permesso di ottenere una netta riduzione del rischio ospedalizzazione ed esito infausto nei pazienti Covid-19, con un abbattimento del 70% degli indicatori nei soggetti trattati con la combinazione bamlanivimab (LY-CoV555) etesevimab (LY-CoV016).

I trial di Fase 3 su un migliaio di pazienti indicano che la somministrazione dei due monoclonali ha dato miglioramenti statisticamente significativi anche sui principali traguardi (endpoint) secondari, riducendo ad esempio la carica virale e accelerando la remissione dei sintomi.

«Questi risultati entusiasmanti replicano i dati positivi di Fase 2 – commenta Daniel Skovronsky, presidente Lilly Research Laboratories – con un’importante evidenza clinica sul ruolo che gli anticorpi neutralizzanti potranno svolgere nella lotta alla pandemia. Per quanto riguarda il profilo di sicurezza, «eventi avversi seri sono stati riportati con una frequenza simile» tra chi ha avuto la terapia e chi ha ricevuto il placebo.

Bamlanivimab è un anticorpo monoclonale ricombinante, neutralizzante IgG1 (Mab) diretto contro la proteina spike della SARS-Cov-2. Un farmaco disegnato per bloccare la carica virale e l’ingresso nelle cellule umane, neutralizzando così il virus, potenzialmente trattando il COVID-19. Bamlanivimab è nato dalla collaborazione tra Lilly e AbCellera.

Anche etesevimab è un anticorpo monoclonale neutralizzante umano, ricombinante, che si rivolge alla proteina spike di superficie SARS-CoV-2, e può bloccare il legame del virus con il recettore ACE2 sulla superficie della cellula ospite.

Eli Lilly continua ad accelerare la produzione su vasta scala di etesevimab in collaborazione con Amgen, al fine di arrivare a distribuire fino a un milione di dosi di etesevimab da abbinare a  bamlanivimab entro il primo semestre di quest’anno (250mila dosi nel primo trimestre 2021).

Alessandro Malpelo

QN Quotidiano Nazionale

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