La lotta all’Aids non si ferma, nemmeno di fronte ai clamori della pandemia. L’infezione da HIV è tutt’altro che archiviata, occorre insistere sulla prevenzione nei comportamenti di tutti i giorni, e nei contesti di particolare complessità, come il carcere. In Europa ogni anno si registrano in media 25mila nuove diagnosi. In Italia oltre 130mila persone convivono con il virus.

Un importante passo avanti nella terapia consiste nella novità che riunisce due farmaci in una sola compressa giornaliera: una opportuna combinazione, che semplifica la terapia antiretrovirale. Ci siamo arrivati con gli studi Gemini, che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di un regime con dolutegravir e lamivudina (confrontato con il regime a tre farmaci comprendente due inibitori della transcriptasi inversa) negli adulti con infezione da virus HIV-1. L’innovazione consente di tenere sotto controllo e cronicizzare i processi, con un minore impatto negativo sull’organismo a parità di efficacia.

La novità, che consiste appunto nella combinazione dolutegravir lamivudina, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa da ViiV Healthcare, azienda globale a maggioranza GlaxoSmithKline, in partecipazione con Pfizer e Shionogi, ed è già disponibile in Italia.

«Gli antiretrovirali – ha spiegato Andrea Antinori, Direttore dell’U.O.C. Immunodeficienze Virali – INMI “Lazzaro Spallanzani” I.R.C.C.S. di Roma – hanno cambiato la storia dell’Aids. Sul fronte della pratica clinica, fin dall’inizio del trattamento, oggi possiamo utilizzare il minor numero di farmaci possibile, in modo da garantire efficacia farmacologica e benessere del paziente, incrementando sicurezza e tollerabilità».

Carlo Federico Perno, professore ordinario all’Università di Milano, e direttore della Microbiologia dell’Ospedale Niguarda, precisa da parte sua che non tutti i regimi a due farmaci possono garantire efficacia allo stesso modo, perché il virus non è diventato meno aggressivo, ma nel frattempo sono migliorati i farmaci disponibili. Quindi il virus HIV può essere fermato con regimi a due molecole se potenti e in grado di bloccare efficacemente lo sviluppo di resistenza, come quelli validati negli studi Gemini.

Fino a pochi anni fa era impensabile avere a disposizione una terapia completa con due soli farmaci. «Oggi – commenta Filippo von Schloesser, presidente dell’Associazione Nadir onlus – questa possibilità è realtà, con tutti i vantaggi che ciò comporta».

Da parte sua Maurizio Amato, presidente e amministratore delegato di ViiV Healthcare Italia, ha annunciato alla stampa che, in prospettiva, ci saranno novità nel trattamento dell’infezione da HIV anche nei pazienti più impegnativi, come quelli che hanno sviluppato resistenze.

Molecole come dolutegravir inibiscono la replicazione del virus HIV, e impediscono al Dna virale di integrarsi nel nucleo delle cellule immunitarie umane. Questo passaggio è essenziale nel ciclo di replicazione del virus, ed è un meccanismo chiave che entra in gioco nell’infezione cronica. Lamivudina, l’altra molecola del tandem, interferisce invece con una tappa biochimica cruciale, vale a dire la conversione dell’Rna virale in acido desossiribonucleico, e impedisce così la moltiplicazione del virus.

Alessandro Malpelo

Salute Benessere

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