(Foto: nilimage/iStock)
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Uno studio pubblicato in questi giorni sul Journal of Allergy and Clinical Immunology descrive gli ultimi interessanti sviluppi di un vaccino intranasale, che in futuro potrebbe favorire la cura di diverse allergie alimentari. Lo spray, che si somministra per via nasale, è stato testato con successo sui topi, dimostrando la capacità di prevenire la risposta infiammatoria dovuta al consumo di arachidi, uno degli allergeni più temuti a tavola.

A proposito: come possiamo difenderci dalle allergie?

PERCHÉ SOFFRIAMO DI ALLERGIA?
I sintomi allergici, che spaziano dal semplice prurito fino allo choc anafilattico, sono il frutto dell'azione di particolari anticorpi (IgE, ossia immunoglobuline E), che reagiscono in maniera esagerata nei confronti di sostanze in realtà innocue per l'organismo. Per tale ragione, le terapie attuali puntano soprattutto disturbare il lavoro delle IgE: tuttavia la "ricalibratura" del sistema immunitario ha effetto temporaneo, e non costituisce una soluzione definitiva al problema. Inoltre, per quanto riguarda le allergie alimentari, l'unica terapia davvero efficace è costituita dall'eliminazione dell'alimento incriminato dalla propria dieta.

UNA QUESTIONE COMPLESSA
Gli scienziati dell'Università del Michigan ritengono che intervenire sulle IgE non sia sufficiente, in quanto viene del tutto trascurata la cosiddetta risposta immunitaria TH2, la cui iperattività, secondo molti studi, rappresenta un tratto chiave delle allergie. Partendo dai risultati di un precedente lavoro datato 2014, il team guidato da James R. Baker, Jr ha quindi lavorato allo sviluppo di un vaccino specifico contro l'allergia alle arachidi, che approcciasse la questione tenendo conto sia delle immunoglobuline E che del sistema TH2.

I TOPI POSSONO MANGIARE DI NUOVO LE NOCCIOLINE
Lo spray nasale è stato creato mescolando NE, ossia un agente preposto a tenere sotto controllo il sistema immunitario, e farina di arachidi, la cui funzione è invece desensibilizzante. Il vaccino è stato somministrato una volta al mese per tre mesi a un gruppo di topi allergici, che a due settimane dall'ultima immunizzazione hanno evidenziato buone risposte nel momento in cui il loro stomaco è stato messo alla prova con le noccioline.

L'effetto protettivo si è inoltre protratto per altre due settimane, suggerendo l'opportunità di approfondire ora l'efficacia sul lungo periodo. I riscontri avuti sui topi non implicano un risvolto clinico in tempi brevi, ma fanno ben sperare gli scienziati sulla possibilità di adattare la formula agli esseri umani, nonché a cibi di varia natura.