Roma, 26 agosto 2018 - Addio al Pap Test, dopo 70 anni, come primo screening per individuare nelle donne il virus del Papilloma Virus Humano, principale responsabile del tumore al collo dell'utero: arriva il nuovo Test Hpv. 

Entro il 2020 la novità dovrebbe andare a regime in tutta Italia, ma in sei regioni del Centro Nord il Test Hpv ha già sostituito il Pap test. Quest'ultimo resta consigliato in seconda battuta, per approfondire eventuali casi di positività. 

Solo Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Basilicata hanno rispettato il Piano Nazionale Prevenzione 2014-18 del Ministero della Salute, che prevedeva entro il 2018 che tutte le regioni avessero il Test Hpv come screening primario per donne tra 30 e 64 anni. 

Secondo i dati dell'Osservatorio Nazionale Screening (ONS) aggiornati a fine 2017, nelle altre regioni si sta procedendo, più o meno velocemente, all'implementazione. Devono invece ancora partire Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia, Sardegna e Bolzano. 

Il Pap Test sarà l'esame da fare qualora si riscontri una positività al Test Hpv. Basilio Passamonti, presidente del Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma (Gisci): "i due test integrati rappresentano il massimo di garanzia possibile per la prevenzione: l'HPV-Test, che è più sensibile, individua le donne con infezione in corso (che può anche risolversi da sola), mentre il Pap test, che è più specifico, va fatto in uno step successivo per individuare l'eventuale lesione dovuta alla modificazione cellulare causata dal virus".