(Foto: scyther5/iStock)
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È di poco tempo fa la notizia di un rivoluzionario test del sangue per la diagnosi precoce del melanoma, che una volta superata la sperimentazione clinica potrebbe salvare moltissime vite umane. Ora, un ulteriore motivo di speranza arriva dal lavoro di un team statunitense, che in un articolo pubblicato su PNAS descrive un nuovo vaccino dimostratosi capace, quanto meno nei topi, di sconfiggere il tumore della pelle, scongiurando anche comparsa di recidive.

UN AIUTO PER IL SISTEMA IMMUNITARIO
Per sviluppare il vaccino, i ricercatori dello Scripps Research Institute, in California, e dello University of Texas Southwestern Medical Center hanno passato in rassegna circa 100mila compost i. L'obiettivo era trovare almeno una molecola che migliorasse l'efficacia di anti-PD-L1, un farmaco immunoterapico che impedisce alle cellule tumorali di eludere il sistema immunitario dell'ospite.

Dopo innumerevoli tentativi, la scelta è caduta su una sostanza chimica chiamata Diprovocim, che negli esseri umani e nei topi promuove l'azione della proteina TLR (Toll-Like Receptor), un tipo di recettore immunitario che svolge una funzione chiave nella difesa dell'organismo.

UN SUCCESSO DEL 100%
Per i test, gli scienziati si sono serviti di topi affetti da una forma molto aggressiva di melanoma. Gli animali, geneticamente modificati per osservare meglio la risposta del sistema immunitario, sono stati trattati con il cocktail anti-PD-L1 e Diprovocim, iniettato lontano dal tumore per verificare se la cura fosse in grado di raggiungere il target.

L'esperimento, che ha previsto l'impiego un gruppo di controllo non trattato e uno trattato solo con anti-PD-L1, ha dimostrato che dopo 54 giorni dalla somministrazione, i roditori che avevano ricevuto il mix di farmaci registravano un tasso di sopravvivenza del 100%.

IL MELANOMA SPARISCE E NON RITORNA
Gli autori hanno commentato i risultati spiegando che il vaccino stimola il corpo a produrre dei particolari tipi di leucociti, detti linfociti infiltranti il tumore, il cui compito è uccidere le cellule maligne. La terapia si è dimostrata efficace anche contro le recidive, in quanto ha impedito la riformazione del melanoma in una fase successiva dell'esperimento.

"Al pari di un vaccino che addestra l'organismo a combattere i patogeni esterni, questo vaccino prepara il sistema immunitario a colpire il tumore", ha sottolineato il coautore Dale Boger. Il team sta ora prendendo accordi con alcune aziende per pianificare ulteriori test, che serviranno per andare a caccia di riscontri anche negli esseri umani.