(Foto: LightFieldStudios/iStock)
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Uno studio condotto dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America evidenzia che moltissime persone hanno l'abitudine di mettersi ai fornelli senza avere lavato bene le mani. L'indagine ha preso in esame solo il territorio USA, ma è esemplificativo di come in cucina si sottovaluti troppo spesso l'importanza di questa norma igienica, fondamentale per prevenire la diffusione di batteri potenzialmente nocivi.

CHEF DA LABORATORIO
Le osservazioni sulla cura delle mani si inquadrano in realtà all'interno di una ricerca ancora più ampia sulla cottura dei cibi, che ha coinvolto 383 volontari, a cui è stato chiesto di preparare un pasto a base di insalata e hamburger di tacchino. Metà dei partecipanti si è messa ai fornelli dopo avere guardato un video tutorial sulla sicurezza alimentare, mentre l'altra metà (gruppo controllo) ha svolto il proprio compito senza alcun supporto. L'esperimento si è svolto in una cucina-laboratorio, dove ogni passaggio è stato monitorato e registrato nel minimo dettaglio.

HAMBURGHER + VIRUS
Per misurare le potenziali contaminazioni, all'impasto degli hamburger crudi è stato aggiunto il batteriofago MS2, un virus a RNA che infetta, tra gli altri, il batterio E. Coli. MS2, che è innocuo per l'uomo, può essere sfruttato per simulare la diffusione di agenti patogeni più nocivi, come ad esempio i norovirus che causano le gastroenteriti di origine alimentare.

IN CUCINA CON LE MANI SPORCHE
Le sessioni di pulizia e cottura del cibo hanno messo in evidenza che il 97% dei partecipanti non si era lavato le mani seguendo le regole dettate dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie. Nell'ordine: bagnare le mani, insaponarle, strofinarle per almeno 20 secondi, risciacquarle e asciugarle con un panno pulito. Tra gli errori più comuni emergono l'eccessiva fretta nello strofinamento (meno di 20 secondi nel 79,5% dei casi) e il mancato uso dell'asciugamano, che porta a toccare i cibi con la pelle ancora umida.

DALL'HAMBURGHER ALL'INSALATA
Il batteriofago ha anche permesso di tracciare il cammino dei potenziali patogeni, mettendo in luce che metà dei partecipanti del gruppo controllo ha contaminato le spezie usate per preparare gli hamburger. Nell'11% dei casi il virus è finito sulle maniglie del frigorifero e sui rubinetti dell'acqua; mentre il 5% dei volontari ha trasportato il virus dalla carne cruda all'insalata usata come contorno. In una sintesi del loro report i ricercatori hanno sottolineato che le percentuali documentano una contaminazione poco frequente ma regolare, che richiede comunque un certo grado di attenzione.

BASTA POCO
Prima di farsi prendere dal panico, bisogna sempre ricordare che la maggior parte dei microrganismi che si diffondono in casa non rappresentano un pericolo per la salute umana. I rischi, insomma, sono minimi e possono essere azzerati senza fatica seguendo le norme igieniche di base. "Lavandoti le mani correttamente", concludono gli scienziati, "puoi proteggere la tua famiglia e impedire che i microbi contaminino il cibo e i punti chiave della cucina".