(Foto: CLFortin/iStock)
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La primavera offre l'occasione (e la materia prima) per arricchire le vostre ricette di colori e sapori originali, grazie ai fiori commestibili. Che anzi sono sempre più protagonisti anche nelle dalle cucine degli chef stellati.

I FIORI NELL’ALTA CUCINA
Lo chef milanese Carlo Cracco propone il risotto alla milanese con fiori di zafferano essiccati, Massimo Bottura il pollo arrosto nascosto tra verdure miste e petali di fiori, Enrico Crippa i gamberi ai fiori eduli, Antonino Cannavacciuolo la pasta fresca e fiori, Roberto Sebastianelli il cartoccio di fiori pastellati e i tortellini con ripieno di gerani. In America, invece, la pasticcera Janet Best, in Pennsylvania, vende lecca-lecca all'interno dei quali si trovano margherite, tulipani e violette avvolte nello zucchero trasparente.

IL SEGRETO STA NEI PIGMENTI
Ai più sembrerà ancora strano il pensiero di mangiare fiori, i quali tuttavia sono ricchi di principi benefici: la primula ad esempio ha un effetto espettorante e mucolitico per chi soffre di tosse, la viola è diuretica e aiuta contro l'acne, il nasturzio è antibatterico. Ma non è tutto: la rivista Scientia Horticulturae tempo fa ha pubblicato uno studio dell’Università di Pisa che ha preso in analisi dodici piante, tra le quali la calendula, la viola cornuta, la petunia, la bocca di leone, e i loro pigmenti. Si è scoperto che sono proprio questi ultimi a conferire ai fiori proprietà antiossidanti, utili a rallentare l’invecchiamento delle cellule. Quelli con colori più intensi sono i più efficaci.

FIORI NEL PIATTO
Profumati e soffici, i fiori eduli hanno sapori spesso speziati o acidi e consistenze particolari. Come consumarli nelle nostre cucine? Per esempio, le primule donano colore a una semplice insalata di verdure crude, i fiori di rosmarino sostituiscono gli aghi della stessa pianta sulla focaccia con il sale grosso, i fiori di aneto aromatizzano il pesce, la calendula rende i biscotti profumati, i fiori di erba cipollina sono perfetti in un’insalata di farro, il tarassaco arricchisce il miele conferendogli un retrogusto di vaniglia. Ma ogni fiore ha un sapore peculiare: prima di lanciarsi nelle sperimentazioni gastronomiche, conviene informarsi in modo da scegliere quello perfetto per la propria ricetta.