Napoli, 23 maggio 2018 - Sarebbe possibile mangiare un bel gelato o un dessert senza ingrassare? Ed è possibile che a volte ci sforziamo di consumare solo verdure per calare di peso senza alcun effetto sulla bilancia? Secondo Eran Segal ed Eran Elinav, ricercatori dell’Istituto Weizmann in Israele, sì è possibile, non tutti ingrassano allo stesso modo mangiando gli stessi nutrienti. Al termine di uno degli studi più ampi fatti in tema di alimentazione, i due autori hanno dimostrato che gli individui reagiscono in maniera differente agli stessi alimenti, così ciò che può risultare salutare e desiderabile per uno può risultare dannoso per un’altra persona.

Secondo la loro tesi, gli elementi che condizionano il modo di assorbire i cibi non dipendono solo dalla genetica, dallo stress, dagli ormoni o dalla glicemia, ma entrano in gioco anche trilioni di batteri, quella popolazione invisibile ma frenetica che compone il microbioma intestinale: circa 10mila specie diverse di microrganismi che entrano in contatto con i cibi ingeriti anche prima di noi. Una popolazione amica, alleata o traditrice, a seconda di come la coltiviamo, e che cambia in relazione alla dieta, alle condizioni di salute e allo stile di vita. Altro elemento fondamentale, secondo Segal ed Elinav, è il livello di glucosio, gli zuccheri nel sangue, che diabete a parte può essere considerato un marker per stabilire l’impatto del cibo sulla nostra salute. Monitorare gli effetti degli alimenti sul nostro organismo è possibile attraverso la misurazione della glicemia: più si alza, più è favorito l’aumento di peso e la sensazione di fame.

Da qui sono partiti i due ricercatori, che hanno studiato mille soggetti catalogando e analizzando comportamenti molto diversi rispetto agli stessi cibi, a volte con reazioni opposte. Per esempio c’era chi aveva una glicemia alle stelle dopo aver consumato sushi o una mela, altri non subivano variazioni nemmeno dopo aver mangiato un gelato. Tramite la messa a punto di un algoritmo, una combinazione di calcoli matematici considerando le diverse variabili in gioco, i due scienziati sono riusciti a determinare per ogni individuo gli alimenti favorevoli e quelli sconsigliati, e a formulare una dieta personalizzata ottimizzando la scelta dei piatti in base alle risposte glicemiche.

I risultati delle ricerche sulla nutrizione personalizzata sono stati presentati a Napoli e racchiusi nel libro la dieta su misura offrendo gli strumenti per organizzare una dieta e uno stile di vita personalizzati, fermo restando, aggiungiamo noi, che nel sovrappeso e nell’obesità, quando è difficile riuscire da soli a sottrarsi al circolo vizioso della smania e del desiderio di consumare, è necessario farsi aiutare da un medico specialista che sappia indicare come prevenire malattie croniche con una nutrizione appropriata, stabilire come l’organismo reagisce all'ingestione di cibo, calibrare la dieta per avere più energia ed eventualmente per dimagrire.