La lavorazione della birra si presta a ogni genere di stranezze e sperimentazioni. Che dire, per esempio, dell'ultima trovata del piccolo produttore neozelandese Moa: la birra fatta con le corna di cervo? Una produzione limitata, creata appositamente per il mercato cinese dove è andata sold out nel giro di 48 ore.

LE CORNA DI CERVO FANNO BENE?
Più precisamente, è stato utilizzato quello che viene definito "velluto": si tratta della peluria che ricopre i palchi (così si chiamano le corna) del cervo durante la fase della loro crescita, prima che si induriscano.

Nella medicina tradizionale cinese, al velluto del cervo sono attribuite numerose proprietà benefiche: viene consumato come tonico ed energetico, per rafforzare il sistema immunitario, combattere le infezioni e lo stress, e a quanto pare avrebbe anche poteri afrodisiaci. Da qui la decisione del birrificio Moa di realizzare un prodotto che potesse risultare particolarmente appetibile in Cina (e probabilmente solo lì), dove le birre della Nuova Zelanda stanno riscuotendo un notevole successo.

DI COSA SA LA BIRRA AL CERVO
Battezzata Red Stag Wheat, è una classica birra al frumento, che nel caso specifico ha seguito un processo di produzione studiato ad hoc: i birrai di Moa hanno fatto bollire il velluto del cervo con malto e zucchero, hanno aggiunto i lieviti e quindi hanno concluso la lavorazione seguendo i sistemi tradizionali.

Stando ai tipi di Moa, in questo modo la Red Stag Wheat ha assunto un colore rosso peculiare e robusti sentori di luppolo. L'impiego di una materia prima di origine animale è discutibile da molti punti di vista; fatto sta che le birre, messe in vendita in alcuni negozi selezionati nella città di Chengdu, sono andate a ruba in un lampo.


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