Una bottiglia di PU:REST – Foto: facebook.com/NyaCarnegiebryggeriet/
Una bottiglia di PU:REST – Foto: facebook.com/NyaCarnegiebryggeriet/

Un birrificio svedese ha avuto un’idea apparentemente strana e poco invitante, ma che sta ottenendo numerosi consensi tra gli ambientalisti e gli appassionanti di bevande alcoliche artigianali. Stiamo parlando di una birra prodotta con acque di scarico depurate. Si chiama 'PU:REST' e rappresenta una nuova e interessante frontiera del riciclo.

DEPURAZIONE E CONTROLLI RIGOROSI
La 'PU:REST' è nata grazie alla collaborazione tra il New Carnegie Brewery di Stoccolma, lo Swedish Environmental Research Institute (IVL) e Carlsberg Sweden, che hanno ottenuto la bevanda alcolica attraverso un processo molto particolare. Prima di tutto, le acque reflue sono state a lungo depurate e trattate presso un apposito centro della capitale svedese (l’Hammarby Sjöstadsverk); il secondo passo è consistito in una serie di rigorosissimi test di qualità per accertare la riuscita totale della depurazione. L’acqua, infine, è stata portata al birrificio New Carnegie per la definitiva “trasformazione” in birra, usando solo tecniche artigianali. Secondo Stefan Filippson di IVL, intervistato dal portale ‘The Local’, si tratta di “un metodo di produzione relativamente economico ed energeticamente efficiente”.

LA NUOVA FRONTIERA DEL RICICLO
Questa particolare birra bionda è stata messa in vendita al New Carniege di Stoccolma dal 25 maggio (c’è stato anche un evento per l’occasione). A partire dal 2 luglio potrà essere ordinata da tutti i pub o ristoranti che vorranno sposare questo progetto all’insegna del riciclo e della sostenibilità. I commenti di chi l’ha assaggiata sono, per ora, quasi tutti positivi, sia per quanto riguarda il sapore che per la missione “green” che muove l'iniziativa: l’acqua proveniente dagli scarichi, se depurata e trattata in modo serio, può anche essere riutilizzata.