Foto: MANDY GODBEHEAR / Alamy
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Water e yoga: sono queste due parole che, combinate, danno vita a una disciplina di origine americana che si chiama Woga. In fondo galleggiare nel liquido amniotico è la nostra prima esperienza naturale e lascia in ciascuno di noi un ricordo primordiale: ecco dunque che le attività in acqua, dal pilates allo spinning, dall'acquagym al nuoto, si trasformano in un vero elisir di benessere. Ma in cosa consiste il Woga?

COME SI PRATICA LO YOGA ACQUATICO
Come per lo yoga tradizionale, il Woga prevede esercizi di controllo della respirazione e della postura, da compiere in diverse posizioni: in piedi, seduti o galleggiando nell'acqua. Più dinamico dello yoga, il Woga implica degli sforzi maggiori, ma anche dei benefici diversi grazie all'azione dell'acqua, che scivola sul corpo ma fa anche da elemento contrastante ai movimenti. Come si dice del nuoto, questa attività è completa, perché porta a sollecitare interamente i muscoli, anche quelli più profondi che normalmente non vengono attivati.

L'acqua inoltre rallenta i battiti cardiaci e ovatta i suoni, aumentando la sensazione di relax e l'equilibrio psicofisico, giovando a insonnia e ansia. La mente infatti si deve trovare in uno stato di silenzio, senza vagare nei pensieri e nei problemi quotidiani: se praticato correttamente il Woga può assomigliare a una forma di meditazione.

CHI PUÒ PRATICARE LO YOGA ACQUATICO

Non serve essere in grado di nuotare per praticare il Woga, perché l'acqua è sempre bassa: è dunque una disciplina che va bene per tutti. Utilissimo per le donne in attesa, che grazie all'immersione nell'acqua si rilassano e prevengono problemi di circolazione, va bene anche per le persone più anziane che fuori dall'acqua faticano a svolgere gli esercizi, mentre in piscina i movimenti sono alleggeriti, i dolori alle articolazioni alleviati e presto ci si sente più flessibili e liberi dalle rigidità.