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C'è un nuovo tipo di vertigine, ma si può trattare

Un team coreano ha individuato un nuovo capogiro che prevede nausea, vomito e mal d'auto. Per fortuna si può guarire 

Ultimo aggiornamento il 28 maggio 2018 alle 15:26
Le vertigini possono durare anche alcuni giorni - foto courtneyk istock

Un nuovo tipo di vertigine che colpisce il nostro cervello è stata scoperta da un team di neurologi coreani della Seoul National University. Si tratta di un 'brivido' che non sembra avere cause note, ma che può essere curato.


LO STUDIO SULLE VERTIGINI
In generale gli episodi di vertigini possono durare da pochi minuti a giorni (nei casi più gravi) e possono essere collegate ai tumori o nelle forme più comuni, a disturbi dell'orecchio interno. Lo studio, pubblicato su Neurology, la rivista medica dell'American Academy of Neurology, ha visto i ricercatori esaminare 338 persone con vertigini senza causa nota. 35 di questi sono risultate avere un nuovo genere di vertigine, attacchi che vanno da 2-3 volte a settimana a una sola volta l'anno.
La sindrome prevede nausea, vomito, mal di testa e intolleranza ai movimenti della testa durante gli attacchi. Il test ha visto le persone sedute con gli occhi chiusi in una stanza buia, dove i medici muovevano la loro testa in avanti, per poi scuoterla per 15 secondi: una volta aperti gli occhi, una macchina registrava i movimenti oculari.


MOVIMENTI OCULARI
Dopo un confronto con altri 35 pazienti che soffrono di altri tipi di vertigine (come la malattia di Meniere, l'emicrania vestibolare e la neurite vestibolare), i neurologi hanno definito la nuova condizione, che prevede movimenti oculari di nistagmo (un movimento ritmico, veloce e involontario del'occhio) più lunghi rispetto a quelli di altri generi di vertigine. La nuova forma, che può portare anche a un mal d'auto più accentuato rispetto alle altre, è stata chiamata 'vertigine spontanea ricorrente con nistagmo scuotente'.
"Queste condizioni possono essere difficili da diagnosticare e piuttosto debilitanti per le persone. È emozionante poter scoprire questa nuova diagnosi e poter definire un trattamento", ha spiegato detto l'autore dello studio Ji-Soo Kim.


SI PUÒ PREVENIRE
Sulle origini della vertigine i ricercatori ipotizzano la presenza di un meccanismo instabile nel sistema vestibolare, il cui meccanismo viene compromesso da movimenti del corpo e dall'ambiente.
I ricercatori hanno continuato il lavoro somministrando farmaci a chi ha subito attacchi frequenti e circa un terzo di questi ha avuto un recupero parziale o completo grazie alla cura.
Lo studio, iniziato ani fa, ha mostrato come durante il follow-up a lungo termine (una media di 12 anni dopo i primi sintomi) una parte di pazienti (5 su 31) non ha avuto più attacchi, molti altri hanno registrato miglioramenti (14) e solo uno ha detto che i sintomi erano peggiorati.

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